L’interfaccia del Mac ormai è vecchia (figuriamoci gli altri)

Cari Amici,

quando uso il Mac ho sempre l’impressione che la sua interfaccia utente abbia uno spirito dentro che gli altri non hanno. Riesco sempre a mantenere le cose in ordine nonostante la mole impressionante di articoli, documenti, presentazioni e download vari. Molta gente si cimenta a fare desktop 3D (vedi Sun e Microsoft) o a riproporre concetti triti e ritriti in salsa new style…alla fine ci limitiamo ad usare il nostro computer sempre alla stessa maniera. In realtà è da tempo che osservo diversi tentativi di creare qualcosa di nuovo: finora mi erano sembrati puri esercizi di stile ma ultimamente ho notato che c’è un filo comune tra queste idee; mi riferisco in particolare a (nell’ordine in cui li ho visti la prima volta):

Dopo aver visto il prototipo di interfaccia progettato da questi ragazzi ho intuito il potenziale di questi lavori. In tutti questi BumpTop il desktop è diverso da come lo conosciamo oggi: è più simile alle vecchie scrivanie in cui prendiamo un foglio, appuntiamo due righe o facciamo due conti a penna (molto rapidamente) e poi lo ributtiamo sulla scrivania per poi ritrovarlo quando ci servirà di nuovo. Allo stato attuale i computer ci consentirebbero (come avviene in BumpTop di risistemare la scrivania al volo o (all’occasione) di usare uno dei mille software di desktop searching per ritrovare il documento che si è perso nelle mille scartoffie. Immaginiamo inoltre di avere la possibilità di inserire dovunque ci serva un calcolo di uno spreadsheet o un documento formattato…insomma le possibilità sono davvero tantissime. Inoltre un interfaccia di tipo multi touch ci consentirebbe di manipolare un desktop come quello di BumpTop molto liberamente.

Ad ogni modo, non sto parlando solo di idee futuribili: questi altri ragazzi stanno già iniziando ad implementare qualcosa del genere.

Staremo a vedere.

Bye

Hello world!

Cari bloggers,

nasce (o rinasce) oggi il nostro sito preferito: KeepInTech.it (KIT per gli amici). Dopo essere partiti su un piccolo computer Linux che non gestito, non manutenuto e con pochissime risorse ha osato sfidare la rete con tutti i suoi virus, i suoi malware e i suoi malfattori senza mai cedere un attimo (tranne quando andava via la corrente), ci sembrava giusto concedergli il suo meritato riposo e ripartire con ben altre ambizioni. Abbiamo faticato parecchio per il nostro piccolo secchio di fango ma adesso possiamo finalmente, e con una certa punta di orgoglio, dire:

A whole bucket of mud, and it’s mine, all mine!

in onore di un grande maestro dell’arte dei computer. Siamo passati da tanti posti differenti, abbiamo fatto tante esperienze ed ora siamo qui per offrirle a chi ci vorrà  seguire. E speriamo che d’ora in poi nessuno ci metta più i bastoni fra le ruote.

Lo staff di KIT.