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Immersi nel web

Idee, WEB 2.0, Web

Nel seguire i blog o i propri feed RSS di tecnologia, mi rendo conto che, al di la della crisi economica che aleggia sulle nostre teste, nel mondo degli sviluppatori c’è un alacre lavorio in mille direzioni che, più che un web, sta portando alla costruzione di un mastodontico formicaio, ogni ramo del quale è fitto di idee, sostenitori più o meno accaniti ma, a mio avviso, mancante di quello spirito di integrazione col resto che si vedeva nella prima repubblica del web. Attenzione parlo di spirito e non di materia.

Parlo di linguaggi, tecnologie, browser e sistemi operativi. In ciascun ambito si può intravedere una scintilla di secessione, un modo di differenziarsi dall’antagonista quel tanto che basta per costringere i propri, a volte involontari, sostenitori o fruitori a non riuscire più, per pigrizia o per abitudine, a rinunciare alla scelta fatta. Per costringere l’utente ad entrare in un tunnel monomarca in cui si accetta tutto di quel brand oppure si è messi ala porta. Ed a quanto pare la gente è contenta di essere indirizzata in questo modo.

Parliamo di linguaggi. Ci sono quelli che ti offrono la pappa pronta, che cavalcano l’onda di una giovinezza perpetrata a colpi di imposizioni da monopolio (chi ha detto C#?) e quelli che cercano di convincere il mondo che i programmatori duri e puri non hanno bisogno di costrutti omogeneizzati ma di essere inseriti in dei contesti dove vince il buon senso, il riuso di tecniche assodate e ben collaudate e l’apertura degli standard (e qui la curva dell’Open Source penserà ai linguaggi GNU, altri a Java). In ogni caso, una volta immersi in un contesto, passare all’antagonista può creare traumi psicologici di non facile cura. Se scegli il linguaggio porti a casa tutto il pacchetto (DBMS, telefonino, sistema operativo, browser e bicicletta con cambio shimano a 18 velocità o a scelta il vibrotutto scioglipancia).

In molti, traumatizzati dalle precedenti migrazioni di contesto, si trovano, parati davanti a loro, eserciti di [PHP 5, Ruby, Groovy, Python 3000, JavaFX] oppure [Ubuntu, Opensuse, SlackWare, Windows XP, Windows Vista, Windows 7, Mac OS X] oppure [.Net, Java, C/C++] oppure [iPhone, Symbian, Android] tutti con i loro bei toolkit ed i loro bei video su YouTube che dicono “Can Your (Language|IDE|Browser|Phone|SO) do This?”…il più delle volte rimango abbagliato da tali potenzialità ma poi ricordo di essere quell’ingegnere informatico che le barzellette additano come “colui che risolve in modo incredibilmente efficiente un problema che prima non avevo” allora torno tranquillo a riprendermi dallo smascellamento di cui sopra e mi chiedo se davvero vale la pena migrare oppure no.

Eclatante il caso dei browser. Capeggiati dalla Apple al grido di “via Flash dai vostri siti” si addita il pargolo di mamma Adobe (proprio l’Adobe alleata storica di Apple) come essere il prodotto informatico più pesante per le nostre CPU (mobili…è scritto in piccolo nei proclami Apple), secondo solo al famigerato Vista. Adesso è tutto un tripudio di soluzioni alternative a Flash, ed intorno al suo capezzale si muovono squali famelici dai nomi Silverlight, JavaFX, MoonLight, Canvas di HTML 5 con l’ormai indomito Javascript, incontrastato dazio da pagare alla più misera pagina web che voglia elevarsi dal più elementare saluto al mondo intiero (e chi mi capisce alzi la mano).


Adesso ci si mette Mozilla. Nata come fulgido esempio di Bazaar contro la cattedrale dalle tetracromiche finestre, sta ultimamente balzando di palo in frasca, rincorsa da Google, che vorrebbe farne un’arma di distruzione di massa e che, nelle sue greche incarnazioni (questa non la capite), lascia intravedere oscuri presagi di tragedia. Un tempo, quando i miei caratteri più premuti della tastiera erano “<" e ">” bestemmiavo contro la mancanza di standard nell’HTML, visto che i siti che realizzavo funzionavano solo su un browser per volta, a meno di non ricorrere ad orpelli vari che, di fatto, raddoppiavano lo sforzo di progettare un sito web. Anche all’epoca, così come oggi, si creavano le schiere dei Guelfi IEsiani, contro i Ghibellini Mozilliani.

Ora che anche Internet Explorer ha capito che l’HTML è, suo malgrado uno standard, l’attenzione si sposta sulle Rich Internet Application…li nessuno ha detto niente…e come il pasticciotto leccese, diventato leccese per scarso interesse degli altri comuni italiani, anche per le RIA, chi prima arriva, prima alloggia. Questa volta, però, sembra che nessuno stia combattendo per uno standard, ma ognuno porta avanti una sua idea differente di vedere le RIA. E quindi la Microsoft, che ha gli orologi di internet puntati a circa due anni indietro al resto del mondo, ci propone la sua copia di Flash, che però col DotNet è più bella, più facile e più EZ per tutti. Java che in questi anni ha scavato sotto i nostri piedi di nascosto si propone con JavaFX, che è sempre lo stesso java di prima solo più cool, più trendy, più…buh…quelli che lo usano dicono che è bello…ma secondo me solo perché si sbrigano prima a definire le interfacce al posto di usare le solite librerie Swing. Poi c’è MoonLight…lasciamo perdere. Poi c’è l’HTML 5 con il suo Canvas…bello, wow, woot, graaande…però è uno standard imposto da Apple, imposto per il suo iPhone, per il store e per tutto ciò che ci gira intorno…ed il contributo della community, va a farsi benedire. E Mozilla che fa? Visto che con XUL non se l’è filata nessuno (o molto pochi), adesso eleva JavaScript a linguaggio di primo livello, in grado di girare solo su Firefox, per sviluppare applicazioni web di nuova generazione; e dimostra che col suo browser possiamo addirittura fare un sistema di motion tracking (citiamo anche il recente Bespin, esempio di transumanza di massa, verso gli IDE web based)

Bello, open source…non dico di no…anzi…ma gli standard? Io che sono un programmatore dovrò dire le stesse parole di chi sviluppava siti con FrontPage? “Attenzione questo sito si può vedere solo con Firefox…gli altri browser, d’altronde non valgono niente…”…mmmhhh…no…non sarebbe nel mio stile. Rinunciamo al progresso e ci teniamo HTML4….mmah…non saprei.

Fatto sta che comincio ad averne abbastanza di sentirmi diviso tra Apple/Windows/GNU-Linux, tra Firefox/Safari/Internet Explorer (lo metto per voi che vi immedesimate nell’io della frase), tra .Net/Java/Gnu/ObjectiveC, tra iPhone/Symbian/Cineserie varie….

Anzi a tal proposito…la cosa che mi ha spinto a scrivere questo post è stato proprio l’imperversare delle cineserie nel mondo informatico. E’ tutto un copiare l’interfaccia, lo stile, ed il minimalismo dei prodotti Apple: fanno un netbook? l’ho fanno come il MacBook Air, però brutto e magari con una distro linux che scimmiotta Mac OS X. Devono fare un Reader di eBook? Un tempo avrebbero fatto un mostro multiforme, stracolmo di pulsanti. Adesso hanno imparato il design e lo stile e lo fanno minimalista…prendono un’iPod, lo fanno grande come un quaderno e voila…l’eleganza della soluzione cinese…Un iPoddone che vi consente di leggere libri. Per non parlare dei cellulari. A parte quell’orrore di usabilità di Windows Mobile, che se avete un dito sottile come uno stuzzicadenti poi orrore non è, tutti copiano l’interfaccia dell’iPhone…come se il pubblico fosse un blob beota che non sa usare un cellulare se non trova in esso l’esatta disposizione dell’interfaccia come sull’iPhone.

Io apprezzo la diversità, la customizzazione, l’estensibilità e anche il coraggio di proporre idee innovative ed intelligenti. Riesco ancora ad apprezzare il fatto che posso ammutolire la sveglia del mio cellulare quando, a occhi chiusi lo prendo e trovo a tentoni il tasto per spegnerla. Ci vuole la capacità di proporre soluzioni nuove ma che siano aperte a tutti, e non blindate dietro una licenza che accetto solo perché il web mi ha bombardato così tanto da desiderare un oggetto indipendentemente dalla sua funzionalità o dalle sue restrizioni. E soprattutto voglio avere la libertà di migrare da una soluzione all’altra senza dover passare da mille club, gruppetti e curve da stadio di qualsivoglia natura.

Se siete arrivati fino a qui vi ringrazio per la pazienza.

Zac

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Flash 10, anche per Linux!

Gnu/Linux, Web
Adobe ha appena sfornato il Flash player nella versione 10, stavolta anche per Linux da subito! Incredibile
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Google App Engine: questa web app dove la metto?

WEB 2.0, Web

Cado dalle nuvole nel leggere la novità del giorno: Google lancia il suo nuovo servizio per ospitare web applications e database sui SUOI server, i suoi MEGA-SERVER!! Woow!! bello! certo la privacy, grandi fratelli bla bla bla…ma bello! Per ora il sistema è in grado di funzionare scrivendo le pagine in Python ma in futuro dovrebbero essere supportati altri linguaggi (Ruby? scontato… Java?…buh…PHP?…forse).

Il servizio è per ora in beta ed è gratuito per i primi 10.000 sviluppatori che si registreranno (dai dai che ce la fate…..eeee…non ce la fate più…posti in piedi) e non si sa se il servizio avrà un costo oppure no.

Un video che, al solito, vale più di 6.02×10^23 parole:

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Keep In Tech Syntax Highlighter plugin for Wordpress

Idee, Web, Zac Tools

Hi, I made a very simple Wordpress Plugin to integrate the javascript library Syntax Highlighter from Alex Gorbatchev into your post. Just download the zip file and extract it in your Wordpress plugin folder. Then go into the Wordpress administration section and activate the KIT Syntax Highlighter plugin.

Usage is very simple. Enclose your code between:

See the site of Syntax Highlighter for more options and languages.

I also use Code Markup plugin for solving wordpress problem with double quotes.

Good Coding!

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Quando il gioco si fa duro…

Generico, Web

…vi scrivo dal mio cellulare per segnalarvi la scesa in campo di Google in difesa di Yahoo (come saprete Microsoft ha offerto 44 miliardi $ per l’acquisto di Yahoo). Sul suo blog ufficiale la grande G indica lei e big Y come i paladini dell’apertura di Internet e della sua innovazione. Yahoo in mano alla Microsoft vorrebbe dire (forse) lasciare il mercato dei browser, degli IM e delle web mail in mano di coloro che sono sempre stati contrari agli standard aperti ma piuttosto ai monopoli.

Insomma Google paladina delle libertà degli utenti della rete e Microsoft, al solito, la cattiva di turno con la sua ostile offerta che, di fatto, taglia fuori qualsiasi possibile avversario. E voi? Da che parte state?

Zac

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Si avvicina l’appuntamento con Le Web 3

WEB 2.0, Web

Ciao ragazzi, è in avvicinamento l’appuntamento con la quarta edizione di Le Web 3, un avvenimento divenuto obbligatorio per chi è un professionista del web o un esperto di Web 2.0 (e questo ci interessa, vero Salva?).

Quest’anno l’evento è stato organizzato a Parigi nei giorni 11 e 12 Dicembre (magari ci potessi andare!!!), e come sempre è stato fatto in grande stile: si sono iscritti quasi 1000 partecipanti fino ad ora e sono rappresentati oltre 40 paesi!

Per avere più informazioni potete vedere questo link

Alla prossima….
Ciao ciao

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Amazon Kindle: finalmente?

Idee, Web

Chissa se il nuovo giocattolino di Amazon di cui parlano tutti i blog ed i giornali sarà il tanto atteso killer della carta stampata. Ancora non lo so ma questo Kindle, in vendita a 399$, è davvero interessante.

Usa un collegamento alla rete di tipo wireless (che, acceso, fa durare la batteria un giorno mentre spento, una settimana). Ha un browser per il web ma pare si colleghi solo a certi blog e a Wikipedia (e ad Amazon, ovviamente), utilizza la tecnologia electronic paper E-Ink®(bianco e nero), riceve la posta (per consentire di visualizzare immagini) e supporta i formati immagine più diffusi ma non il PDF (è possibile convertirli facilmente in MOBI con delle utilities). Si collega automaticamente a speciali siti per scaricare, appena disponibili, i quotidiani usciti. Ed iniziamo con le cose strane…i libri che comprate rimangono memorizzati on line, non sul dispositivo; Amazon si fa carico dei costi di connessione wireless: dicono voi dovete solo scegliere, cliccare e comprare…al resto pensiamo noi….mmmhhh…un motto che ha fatto il successo della Kodak ma che qui sembra un pò dubbio. In pratica utilizzano un network 3G chiamato WhisperNet che vi consente di avere accesso alla rete tramite UMTS…quindi niente rete locale o domestica. Immagino che per essere esportata, tale tecnologia preveda accordi con gli operatori telefonici…se teniamo conto che Amazon non c’è in Italia (siamo secondari rispetto all’Asia, per numero di persone o per ignoranza?) e che gli operatori telefonici italiani non brillano certo per innovazione penso che vedremo questo gingillo solo sui siti web.

Ciò non toglie valore ad un oggetto che dai video sembra usabile, ben ingegnerizzato, piccolo e utile. Forse un pò chiuso sugli standard e sulle potenzialità: il collegamento wireless c’è ma è funzionale all’acquisto/lettura dei libri, quindi non per navigare (e forse meglio se si spera di poter adottare un oggetto simile nelle scuole). Ma che bisogno c’era di non consentire di leggere i propri e-Book in formato PDF di cui la rete è piena? Sui questo link trovate su troverete molti video illustrativi del progetto.

Certo fa specie vedere un oggetto così piccolo che potrebbe soppiantare le decine di chili di libri che i ragazzi devono portarsi a scuola sulle spalle (che chissà com’è nessuno realizza a fascicoli o li suddivide in parti).

Zac

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Free Software Milionario

Gnu/Linux, WEB 2.0, Web

Parlo di Android…un pò malvolentieri, visto che in questo blog non faccio altro che parlare di Google, Apple, iPhone e Microsoft. Mi piacerrebbe parlare anche dei piccoli sviluppatori di progetti Open Source…ma lasciamo perdere (sviluppatori fatevi sentire che pubblicizziamo un pò i vostri progetti!). Quindi in questo post parlerò di Google, Apple, iPhone e Microsoft tutto insieme. Dunque…Ballmer ha minimizzato anche Android. Quando parlò di iPhone si fece una grassa risata dicendo “bwah ah ah…chi si comprerà un telefono senza tasti? Noi abbiamo Windows Bòbol (sarebbe mobile, ma lui lo pronuncia così), abbiamo venduto un trilione di telefonini mentre la Apple nessuno (per forza doveva ancora uscire)”. Le vendite di iPhone hanno portato il manager di O2 a dire che nessun prodotto si era mai venduto così in fretta come l’iPhone….Ma Ballmer ha la sua strategia!





Non contento Ballmer ci sollazza ancora con le sue doti magiche donandoci una sua nuova previsione su Android “Google ha una Press Release (così ha chiamato l’SDK di Android), noi abbiamo milioni di miliardi di clienti, bla bla, quote di mercato, bla bla, centinaia di operatori ecc ecc…Comunque benvenuti nel NOSTRO mondo”…mumble mumble…mi ricorda un mio commento di qualche giorno fa.





Miii e che è il mondo della telefonia? Cosa Noshtra?. Battute a parte, Ballmer sembra davvero sicuro di se (buon per lui, convinto com’è di scalzare le vendite dell’iPod con Zune) ma vorrei farvi notare un’altro fatto non indifferente.

La cifra 10.000.000$ vi ricorda nulla? Ai più attenti ricorderà che è il finanziamento che la Canonical Ltd. (l’anima commerciale di Ubuntu, per così dire) fece alla comunità perchè realizzassero Ubuntu: oggi tutti noi sappiamo cos’è diventato Ubuntu, un successo commerciale che ha portato Linux sulla bocca di tutti e sul Desktop di molti. Se oggi il Free Software viene compreso come opportunità di sviluppo e non come “Hey! Questo programma si scarica gratis!” è anche grazie all’attività di diffusione delle informazioni dei LUG avvenuta in coincidenza con la disponibilità di un prodotto valido come Ubuntu.

Ed ora vi parlo di altri 10.000.000$: quelli che la Google ha emesso come montepremi per le migliori applicazioni sviluppate per Android (frenate immediatamente i vostri entusiasmi perchè i residenti in Italia sono esclusi per “restrizioni locali”). Molto interessante. Ormai le big company hanno capito che il popolo di internet, quel vibrante social networking di cui si parla così tanto, è molto più reattivo di studi di marketing, di progetti costosissimi e magari irrealizzabili (chi ha detto WinFS?) mentre il trucco è semplice: prendete la Apple! Presa? Bene! Preparate un barattolo di colla vin…ehm…Mandate a dire che fra sei mesi (ad esempio a maggio) lancerete sul mercato un nuovo telefonino…ed assisterete a fiumi di persone pronti a dibattere sui blog di come sarà, se avrà queste feature o quelle altre, chi disegna un iPhone in 3D come lo vorrebbe lui….insomma nel giro di un mese quelli di Apple avranno raccolto più idee su come fare un telefonino di Nokia in decenni di onorata carriera. Poi un giorno se escono e dicono….”Mannaggia, non ce l’abbiamo fatta a farlo uscire per Maggio, ci toccherà farlo uscire a ottobre” e lì altri blog, altre speculazioni e quando finalmente arriva si assiste a scene di isteria collettiva con i clienti applauditi per l’acquisto appena fatto:





Ora la Google ha fatto qualcosa del genere ma ci mette qualcosa in più: ci regala un sistema operativo per telefonini aperto (Free come la birra che si beve Ballmer prima di parlare in pubblico) che potrebbe, virtualmente funzionare su qualsiasi telefonino che supporti Android, ed in più ci paga migliaia di dollari per mettere a loro disposizione la nostra immaginazione, la nostra capacità di indicare, senza possibilità di errore, qual’è la cosa che più pensavamo fosse utile in un cellulare, l’interfaccia più usabile o il gioco più entusiasmante. Tenente inoltre conto che la Google è il numero uno del marketing su internet al mondo, che il Google Summer of Code è ormai un’istituzione e che una porzione non indifferente di persone adora i telefoni senza tastiere, i portatili con due sole porte USB, il software Libero…insomma tutti quei prodotti che sono fuori dalla visione aziendale di Microsoft ma che hanno numeri da fare paura.

Se 10.000.000$ è il prezzo da pagare per il successo globale non è poi una cifra così grossa.

Zac

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La mia storia sul web

Web
Anche se me ne vergogno come un ladro non posso esimermi dal pubblico ludibrio consentendovi di ritrovare tracce di me nella storia di Internet: era il 6 Ottobre 1995 ed il 4 Novembre 1995. E come non ricordare la mia prima Home Page
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La tavola periodica degli elementi di Internet

Generico, Web

Nel sito http://www.oneweb20.it ho trovato un interessante articolo: un inglese, Wellington Grey, si è preso la briga di classificare il web usando uno schema familiare: la tavola degli elementi. La classificazione di Wellingtong è piuttosto divertente.

Clicca qui per il proseguio dell’articolo…

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    When the source code to Quake was leaked and circulated among the Quake community underground in 1996, a programmer unaffiliated with id Software used it to port Quake to Linux, and subsequently sent the patches to Carmack. Instead of pursuing legal action, id Software, at Carmack’s behest, used the patches as the foundation for a company-sanctioned Linux port. id Software has since publicly released the source code to Quake, Quake 2 and most recently Quake 3, all under the GNU General Public License (GPL). >>

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    Scusa Ameri, Sun s’è comprata MySQL e Oracle s’è pappata BEA. >>

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