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Chi di FUD ferisce…

Windows

Ritorno alle mie amene scritture per segnalarvi una entry in un blog che mi ha fatto stringere il cuore per la tenerezza. In questo blog si fa riferimento ad un documento, diramato dalla Microsoft, in cui l’azienda lamenta che la scarsa diffusione di Windows Vista si basa su maldicenze, e sul cattivo utilizzo delle innovative caratteristiche del sistema operativo. In particolare 5 sono le più incomprese di queste innovazioni:

  1. User Account Control: se solo i produttori di software non scrivessero programmi che richiedono i diritti di amminastrazione non entrerebbe in funzione così di frequente, tanto che molti utenti lo disabilitano. In realtà M$ dimentica quanto MALE scrive(va) i suoi sistemi operativi tanto da obbligare gli utenti a lavorare come amministratori per poter utilizzare Windows.
  2. Image Management: non so cosa sia, non so a che serve né mi interessa; ma dubito che qualcuno ne possa aver parlato male ^_^
  3. Display Driver Model: è quella cosa che costringe le persone a spendere un sacco di soldi per aggiornare la scheda video per poi assistere ad un inutile orpello grafico che a) non aumenta la user experience, b) su Linux si vede da anni e senza nessun aggiornamento particolare di hardware (ma semmai di software), c) rende più lenti i giochi rispetto a Windows XP. Chi mai si sarà permesso di parlarne male? Mamma Microsoft consiglia di disattivare questa funzione se non si ha a disposizione un PC allineato con i requisiti O_O. A questo punto dite pure che il vostro sistema operativo fa il caffè ma che questa funzionalità è presente solo avendo a disposizione tremila processori in griglia quadrimensionale…
  4. Windows Search: cito testualmente: One of the most significant improvements in Windows Vista is the ability to rapidly search all the files on the desktop, whether they reside in folders, as an email attachment, or somewhere else on the PC. Commentate voi da soli. Io avrei detto: scusate per il ritardo ma, finalmente, anche noi, vi offriamo una funzionalità che esiste da anni come semplice utility gratuita ma che invece noi vi diamo insieme ad un sistema operativo dal prezzo esorbitante.
  5. 64-bit architecture: bla bla bla…64-bit…bla bla bla…ma, dice Microsoft, se volete passare a Windows 64-bit, fate un inventario del vostro hardware e testatelo per rendervi conto se la versione a 32 bit non sia la scelta migliore. Nel caso sappiate che la versione a 64-bit è disponibile solo nelle versioni Business e Ultimate Ninja alla riscossa. La pagate di più, magari non vi funziona la scheda audio, ma potrete sicuramente indicizzare fino a 128GB di memoria. Ceeeerto.

E comunque, caro il mio Frankensteve, la prossima volta che ti va di sparare un pò di FUD su Linux pensaci bene…mi sa che è una tecnica abbastanza facile da imparare. Per quanto mi riguarda ne uso un’altra: quando qualcuno mi dice “Zac, mi dai una mano a configurare Vista?” gli rispondo “mi dispiace, ma non lo so usare, ma se vuoi passare a Linux…”.

Bye

Zac

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Il futuro non è più quello di una volta…

.Net, Gnu/Linux, Java, Mono, Windows

Fino a poco tempo fa pensavo che .Net (in quanto prodotto Microsoft) stava avanzando così tanto da buttare fuori di scena tutti gli altri modelli di sviluppo presenti sulla scena. In realtà per come la Microsoft sta giocando la sua partita .Net avrà senso solo finché Windows manterrà la sua quota di mercato. Ma forse bisogna guardare con più attenzione ai seguenti fatti:

  • sui desktop, Windows è ancora la scelta obbligata dato che le aziende che producono software e periferiche offrono quasi sempre soluzioni per Windows
  • il web, di contro, è permeato ancora di PHP, JSP di Apache e MySQL, per quanto, a livello enterprise ASP.NET, IIS e SQL Server, per via della loro stretta integrazione e user-friendliness (apparente), non sono certo una realtà minore
  • rispetto a qualche anno fa, esistono molte più piattaforme non-windows con cui fare i conti: lato mobile gli attori protagonisti sono Nokia, BlackBerry e iPhone; Microsoft dice che loro hanno un quota di mercato rilevante ma il dato, secondo la mia opinione, riguarda solo gli utenti di tipo aziendale (e tra questi manager e rappresentanti); mi sembra che tra i normali consumatori la piattaforma di riferimento sia Nokia
  • Java si è giocata la carta dell’open source e si contende, insieme a Mono, lo scettro di ambiente di sviluppo multipiattaforma per eccellenza: basta vedere la corsa ai nuovi ambienti di sviluppo per iPhone che, nonostante le limitazioni della licenza dell’SDK, è appena iniziata; guardate qui e qui
  • Java, dopo un periodo di sonnolenza, sembra aver ripreso la voglia di essere un competitor serio anche per le applicazioni desktop: ultimamente librerie come SwingX, Timing Framework o Jgoodies e ambienti di sviluppo maturi come NetBeans ed Eclipse dimostrano che lo sviluppo con Java non ha nulla da invidiare a .Net o Flash; inoltre il JCP, ovvero la comunità Java che decide come orientare le novità del linguaggio, è attiva più che mai per renderlo un linguaggio al passo coi tempi: sulla scena i linguaggi “minori” come Python, Ruby, Groovy e Javascript dimostrano giorno per giorno le loro indubbie qualità (type inference, definizione dinamica di metodi ed attributi, estensioni delle classi, presenza dei closures) e la capacità di Java di integrarli per ora lo sta salvando dal confronto diretto con il più giovane e performante C#; i grandi nomi dietro a Java dicono che non è possibile mantenere Java un linguaggio così semplice: è vero che le cose che fa C# si possono ottenere lo stesso ma la complessità necessaria per farlo scoraggia i più; Microsoft ha dimostrato che ha conoscenza ed esperienza da vendere nell’ambito dei linguaggi di sviluppo: LINQ, Parallel FX, e altri progetti dell’area Research stanno lì a dimostrarlo; di certo Java non può rimanere a guardare (e per fortuna non lo fa)
  • a proposito di Flash, va ribadito che ormai sono molti i progetti open source il cui output è un file Flash; la stessa Adobe inoltre ha da poco rilasciato la suite Air, che consente di portare le applicazioni flash sul desktop
  • Internet Explorer, sebbene sia il browser più diffuso, se la deve vedere con Firefox, Safari e all’orizzonte appaiono progetti come questo, molto interessante per le opportunità che presenta
  • non ultimo, il sistema operativo: Windows Vista ha avuto il grandissimo merito di dirottare molti utenti verso altri sistemi operativi ed ha convinto molti governi a scegliere alternative open source ai suoi prodotti; da questo punto di vista possiamo certamente dire che Microsoft è stata un grosso sponsor per il movimento del Software Libero; inoltre sulla scena, Apple si fa sempre più presente grazie alla riconosciuta qualità del suo sistema operativo e alla bellezza dei suoi prodotti: riuscendo inoltre ad attingere a piene mani da tutti i progressi del mondo Gnu/Linux e FreeBSD, Mac OS X sembra sempre più la piattaforma di sviluppo ideale per tutti i progetti non .Net (ricordo che da poco è stato rilasciato anche MonoDevelop per Mac OS X)

Insomma, sul palcoscenico ci sono molti attori e, forse, rispetto a qualche anno fa, la conoscenza diffusa delle alternative possibili rende i grossi nomi meno capaci di dirottare le scelte del mercato con semplici strategie di FUD (ossia instillare il dubbio che scegliere prodotti alternativi produca perdite, disastri e cataclismi di varia natura). Il modello di sviluppo open source risulta vincente a tal punto che grosse compagnie decidono di acquistarli in blocco piuttosto che derivarne lo sviluppo.

Vedremo cosa ci riserverà questo incerto futuro.

Qualche dettaglio: per chi non lo sapesse Lobo Browser è un browser web open source scritto interamente in Java. Nell’ultima release integra il rendering di applet JavaFX, ossia il nuovo concorrente di Flash nell’ambito Web.

Zac

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To be free or not to be free…

Gnu/Linux, Mono, Open Source, Windows

Questo è il problema…se sia più nobile d’animo sopportare gli oltraggi, i sassi e i dardi della Microsoft oppure seguire il suo modello di business senza infischiarsene di ciò che si fa ma di quanto rende. In realtà questo mio post è un pò combattuto e nasce come riflessione ad un annuncio di Miguel De Icaza. In quest’annuncio Miguel fa riferimento a quella che è stata la politica di Mono fino a questo momento e cioè quella di dare pieno supporto solo a piattaforme Libere, come (GNU/)Linux e BSD. Non avevo mai riflettuto abbastanza sul fatto di utilizzare software libero su piattaforme proprietarie ma immagino che sia un compromesso accettabile nell’ottica di una transizione da un mondo pervaso da tecnologie e prodotti proprietari ad un mondo in cui la produzione di prodotti liberi (a questo punto perchè limitarsi al solo software) sia riconosciuto da tutti come IL modello di business da adottare.
Miguel invece fa questo distinguo…e mi sembra strano visto che le tecnologie sviluppate dal suo gruppo non fanno altro che favorire la diffusione di prodotti Microsoft all’interno di Sistemi Operativi differenti da Windows.
Inoltre dice che, al solo scopo di incrementare la base di utenti di Mono, prossimamente Mono darà pieno supporto ad OS X (in modo nativo e non sotto X11) e a Windows. Inoltre in questi ambienti sarà portato l’ambiente di sviluppo MonoDevelop.
Fino a qualche tempo fa mi sarei gasato per questa notizia, ora un pò meno. Il motivo è il modo in cui Miguel annuncia il porting di MonoDevelop:

“This should be useful for people that are building Gtk#-centric applications on Windows. For other uses Visual Studio and SharpDevelop will continue to be better IDEs to use.”

Traduzione:

[MonoDevelop per Windows/OS X] dovrebbe essere utile per le persone che creano applicazioni Gtk#-centric su Windows. Per altri usi Visual Studio e SharpDevelop continueranno ad essere IDE migliori da utilizzare.

Migliori? ma da quale punto di vista? Dal lato della produttività? Dal lato del business?…Miguel, usa la forza Miguel…non dare ascolto a colui che dice di essere tuo padre ed invece è un pelatone che “ama la sua compagnia”…

Zac

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Un’idea da un miliardo di dollari

Windows

Volete guadagnare un sacco di soldi? ecco l’idea.

  • Diventate monopolisti del mercato dei sistemi operativi. Fatto? bene.
  • Realizzate un sistema operativo incompatibile con il precedente e stringete accordi con i produttori di PC in modo che includano obbligatoriamente il nuovo sistema operativo su ogni PC che vendono (se siete monopolisti è semplice inoltre, facendo in modo che il nuovo sistema abbia ingenti risorse di hardware, i produttori saranno ben lieti di accettare l’accordo perché venderanno più RAM, più HD, più schede video);
  • Adesso sfruttate l’ignoranza/pigrizia media tipica di chi effettua acquisti in un ente pubblico ed otterrete che verranno comprati i PC col nuovo sistema ma nessuno utilizzerà il nuovo sistema (in quanto incompatibile con i vecchi software) ma utilizzeranno una vecchia versione del sistema (magari pirata o, nel migliore dei casi compreranno un’altra licenza) senza chiedere nemmeno il rimborso di quanto speso per il nuovo. Inoltre, non utilizzandolo, non ci sarà bisogno di mettere in piedi un servizio di supporto tecnico, aggiornamenti di sistema, service pack e così via.

In pratica soldi per non offrire nulla.

CHE IDEA!

Con un pò di sarcasmo è quello che probabilmente sta accadendo in molti enti pubblici italiani dove acquistano nuovi PC con Windows Vista per poi installare Windows XP “tanto abbiamo la versione corporate” ed intanto la Microsoft intasca soldi senza offrire nulla.

E lo stato rimane a guardare (se pure).

Zac

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Perchè vendere a M$ il proprio bius-del-chiul?

Gnu/Linux, Windows

E’ stato reso pubblico l’accordo Linspire-Microsoft. [pausa di riflessione]. Dacchè la domanda del titolo.
E’ la domanda che mi ronza in testa…che ci guadagna Linspire a sottoscrivere un’accordo con Microsoft a queste condizioni? Perchè un cliente di Linspire dovrebbe continuare ad esserlo se la compagnia che gli ha venduto il software non sa nemmeno se è vero che il proprio Linux infrange dei brevetti Microsoft. E, nonostante ciò non sia stato dimostrato, firma un’accordo del genere?

Non sono mai stato estimatore dei Linux Windows-Like (e neanche di quelli Mac-Like). Linux non ha rubato nulla a Microsoft, al più lo avrà fatto a Unix di cui Windows sembra il cugino scemo. E’ vero che sono stati scritti dei software che interagiscono con brevetti Microsoft (mi vengono in mente i software che accedono a reti Microsoft o alle partizioni NTFS); ma se anche fosse, perchè in nessun angolo della rete si legge che la Microsoft ha vinto una causa contro Biggus Dickus (è un nome inventato come Marco Pisellonio) per aver infranto dei brevetti?

Certo che Ballmer è una mente, davvero!

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Server web italiani sotto attacco

Web, Windows

Qui e qui è riportata la notizia secondo cui alcuni importanti hosting provider italiani (tra cui il nostro Aruba) siano stati colpiti da un attacco su larga scala da parte di hacker. L’attacco è consistito nel condire molte pagine web con del codice malevolo in grado di installare un trojan su praticamente tutti i browser più noti sotto Windows. Ebbene sì, non solo IE, ma anche Firefox e Opera se essi hanno abilitato i plugin per Windows Media Player, Quicktime e Winzip.

Pare che per l’attacco sia stato usato MPack, un prodotto commerciale venduto in Russia studiato appositamente per organizzare attacchi di questo tipo. Questo prodotto è utilizzabile su pagine php che hanno accesso a connessioni verso database MySQL (proprio come KIT! Speriamo bene…). Pare che ad essere preso di mira sia in particolare IIS6.0 su Windows Server 2003 (proprio come KIT! Risperiamo bene…).

Per non essere infettati occorrerebbe, credo, disabilitare i plugin di WMP, Quicktime e Winzip se si usano Firefox e Opera, mentre se si usa IE occorre tenerlo aggiornato e recitare il Rosario durante la navigazione. Oppure si può cambiare SO: MacOS o Linux non sembrano avere problemi.

Alcuni hanno visto una correlazione tra l’attacco e l’inizio delle ferie scolastiche in Italia… Stiamo covando una generazione di hacker?

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Leopard uguale a Windows Vista…come no!

Mac, Windows

I giornalisti corrotti, non so come, ma riesco a rendersi particolarmente ridicoli nelle loro professionali recensioni di Windows Vista come il miglior sistema operativo del mondo. Pensano che le loro chiacchiere riescano a colmare il gap di insufficiente mediocrità nel quale la Microsoft si è buttata a capofitto. Ed ecco l’ennesimo giornalista che balza agli onori del web per la sua evidente incapacità ed ignoranza: Mary Jo Foley, an unblinking eye on Microsoft. Nel suo mirabolante articolo lei ammette che Leopard è come Vista, senza nemmeno sapere cosa o come, lei specifica punto per punto tali uguaglianze in modo che sia fuori di dubbio che questa giornalista, da più di 20 articolista di ZDNet si è davvero venduta per poco. Quello che leggete di seguito è la mia traduzione alle scempiaggini scritte dall’incompetente di turno.

1. Nuovo Leopard Desktop: non così diverso da Vista Aero e dalla Sidebar.

2. Nuovo Finder: molte delle stesse caratteristiche come l’integrato “Istant Search” in Vista (il sottosistema che Google sta cercando di dichiarare come anti-competitivo al Dipartimento Di Giustizia). Il nuovo Leopard Coverflow sembra quasi identico al Vista Flip 3D secondo me.

3. Quicklook: Anteprime dinamiche - come le preview a thumbnail disponibili in Vista.

4. 64-bitness: Leopard è il primo desktop client ad essere disponibile solo in versione 64-bit. Vista è disponibile sia nella varietà 32-bit che 64-bit. E i più dicono che Windows Seven sarà ancora disponibile a 32 bit. Finchè le macchine a 32-bit spariranno, sembra una buona idea offrire sistemi operativi a 32-bit.

5. Core animation: Non sono sicura quale sia il confronto con Vista qui. La demo mi ha ricordato l’applicazione Microsoft Max Photo Sharing. Gli sviluppatori del WWDC che guardavano il keynote di Jobs non sembravano “wowed” per questa funzionalità.

6. Boot Camp. Potete far girare Vista sul Vostro Mac. Apple ha mostrato Vista far girare Solitaire nel suo WWDC demo. Ma io scommetto che coloro che hanno scaricato le 2.5 milioni di copie di Bootcamp disponibile sin dallo scorso anno stanno utilizzano un sacco di altre business applications e giochi.

7. Spaces: Una caratteristica che consente agli utenti di raggruppare applicazioni in spazi separati. Io non ho visto nulla del genere in Vista ma l’audience non sembrava molto impressionata.

8. Dashboard con widgets. Non è come Vista Sidebar con i gadgets?

9. iChat ha un sacco di divertenti estensioni (photo-booth effects, sfondi, etc) per renderlo un prodotto per videoconferenze full-optional. L’”iChat Theater” che Jobs ha mostrato mi ha ricordato i sottosisitemi di document-sharing/conferenze Vista Meeting Space o il nuovo Microsoft Shared View (nome in codice “Tahiti”).

10. Backup automatico Time Machine. Vista ha un sistema di backup automatico integrato (Volume Shadow Copy). Non è per niente cool come Time Machine. Ma sembra avere le stesse funzionalità.

Lo garantisco, non sono un utente Apple. E quindi sono sicura di omettere alcune sottigliezze su ciò che è nuovo è cool in Leopard. Ma dato che spesso sento “Redmond, Start Your Photocopiers”, pensavo che Leopard sarebbe stato anni luce avanti a Vista.

Quindi gente Apple: cosa sto dimenticando? I’m not trying to pull a Dvorak here and use this blog post for click bait. Perchè Leopard è superiore a Vista - a parte il fatto non banale che ci sarà una sola versione al prezzo di 129$ (contro le 6 e più versioni di Vista ad una varietà di prezzi superiori a quella cifra)?

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Notizie dal mondo libero

Open Source, Windows

E’ indubbio che in questi giorni il mondo del Software Libero stia vivendo quella sorta di riconoscimento che da anni si attendeva. Il lavoro dei tanti volontari dei vari LUG, e di tutti gli sviluppatori finalmente ha permeato quel muro di gomma alzato nei decenni passati dalle multinazionali del software commerciale. Oggi ci rendiamo conto dell’importanza di non imprigionare il sapere in stupide licenze e brevetti che ne limitano l’utilizzo ed impediscono lo sviluppo della conoscenza in generale:

  • Una distribuzione come Ubuntu sta riuscendo a spostare l’interesse dei produttori di hardware a rilasciare software Open Source
  • sempre più nazioni scelgono Linux per l’informatizzazione dei loro rapporti col pubblico
  • i formati dei documenti diventano aperti
  • una multinazionale come Sun ha rilasciato il suo gioiello della corona (Java) sotto licenza Open Source
  • anche alcuni commercianti hanno registratori di cassa con linux :)
  • escono telefonini e palmari con software Linux

Purtroppo le multinazionali non stanno a guardare ed in qualche modo difendono gli interessi dei loro stessi azionisti (alcuni di essi potremmo essere noi stessi), ma a volte lo fanno giocando sporco. In particolare è di questi giorni l’ennesimo tentativo di Microsoft di infondere il terrore nei principali operatori del settore per convincerli che se i loro clienti dovessero scegliere Linux sarebbero perseguitati dalla Santa Inquisizione di Redmond per violazione dei brevetti. La realtà è ben diversa: si tratta delle solite mezze verità dette a scopo di infondere il terrore negli utenti, lo stesso terrore che stanno provando quelli della Microsoft al solo pensiero che gli utenti di tutto il mondo si rendano conto di quanto scarsi siano i loro prodotti.

E ad ogni modo la soluzione è dietro l’angolo: già tempo fa il mondo del Software Libero aveva invitato la Microsoft a indicare quali fossero le presunte violazioni; e la Microsoft ha declinato. Se ora volesse trascinare qualcuno in tribunale sarebbe costretta a rivelare a quali brevetti lei faccia riferimento e le strade sono due:

  • o ci si faranno delle gran risate scoprendo quanto infondate saranno queste accuse
  • o le accuse saranno fondate, le accuse saranno redatte su atti pubblici e, dopo un primo tracollo di Gnu/Linux, si potrebbero modificare i codici affinchè non violino più tali brevetti

Sia chiaro che tutto ciò vale solo per gli Stati Uniti, visto che in Europa non esistono i brevetti sul Software (e preghiamo i politici affinchè non facciano mai gesti così sconsiderati). Ad ogni modo anche gli utenti di Windows dovrebbero sentirsi poco tutelati vista la sua caratteristica di essere un’azienda fondata sulle copie del lavoro altrui (non per altro l’ultimo Windows si chiama Vista…perchè hanno copiato quello che hanno visto fare agli altri).

Bah!

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sVista più insicuro di WinXP SP2: AH!

Windows
Rimango basito dall’affermazione della società Kaspersky, partner di M$, che ha detto che molti utenti disabilitano l’UAC di sVista rendendolo per questo meno sicuro Windows XP SP2. Inoltre tutti i produttori di Antivirus concordano col dire che il sistema PatchGuard di sVista danneggia i loro prodotti più dei virus stessi . Qui il link.
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Meglio un pirata oggi che un utente libero domani

Open Source, Windows

Ho sempre sospettato che in MS avessero piacere ad essere “piratati” seguendo il sempiterno proverbio: “il pirata di oggi è l’utente di domani”.
Ci si potrebbe spingere fino a dire che questa sia stata una strategia pianificata e sistematicamente applicata in passato. In effetti, i prodotti MS sono stati abbondantemente i più diffusi e i più piratati della storia, ma non si può essere certi di quale sia la causa e quale l’effetto.

Oggi mi sono imbattuto in quest’affermazione che mi ha praticamente convinto: MS preferisce la pirateria al free software.

Se le cose stanno veramente così, ci sono ampi margini affinché il free software sia il primo “nemico” di MS a spuntarla. Infatti, a parità di prezzo (zero euro) la differenza la fa il prodotto, finalmente.

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    Adobe ha appena sfornato il Flash player nella versione 10, stavolta anche per Linux da subito! Incredibile >>

    When the source code to Quake was leaked and circulated among the Quake community underground in 1996, a programmer unaffiliated with id Software used it to port Quake to Linux, and subsequently sent the patches to Carmack. Instead of pursuing legal action, id Software, at Carmack’s behest, used the patches as the foundation for a company-sanctioned Linux port. id Software has since publicly released the source code to Quake, Quake 2 and most recently Quake 3, all under the GNU General Public License (GPL). >>

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    >>

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    Assegnati gli Ig Nobel per la ricerca improbabile qui e, appena possibile, qui. >>

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