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Infer.Net

Generico, Gnu/Linux

No, non è un gioco di parole e, ammetto, ho riso davvero per tanto tempo prima di capire il motivo che ha spinto la Microsoft a scegliere un nome così infelice per la sua nuova libreria.

Si perché Infer.Net è l’ennesimo parto dell’area Research della Microsoft (per intenderci quelli che hanno creato F#, C-Omega e altri progetti simpatici). Scopo di questa libreria è quello di fornire tutti gli strumenti tipici del calcolo probabilistico e della creazione di algoritmi che su di essi basano i loro risultati.

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Nel video introduttivo, e nella relativa documentazione, è possibile assistere ad algoritmi che imparano a classificare le immagini in base ai nostri input (i famosi filtri Bayesiani) in modo semplice e utilizzando un insieme di classi che ci consentono di passare facilmente dal modello probabilistico al codice.

In pratica, scopo della libreria (disponibile in download come beta), è quello di consentire la creazione di algoritmi di inferenza Bayesiana fornendo una serie di classi già pronte allo scopo.

Un primo semplice (e forse banale esempio) è il seguente: supponiamo di avere due monete e di voler valutare la probabilità che lanciando in aria entrambe, cadendo, mostrino testa

Variable firstCoin = Variable.Bernoulli(0.5);
Variable secondCoin = Variable.Bernoulli(0.5);
Variable bothHeads = firstCoin & secondCoin;
InferenceEngine ie = new InferenceEngine();
Console.WriteLine("Probability both coins are heads: "+
        ie.Infer(bothHeads));

Il risultato è (ovviamente):

Probability both coins are heads: Bernoulli(0.25)

Possiamo però utilizzare l’inference engine per osservare una variabile e decidere la probabilità di un evento. Supponiamo che la variabile (bothHeads) che indica che entrambe le monete sono cadute come testa sia falsa e vogliamo calcolare la probabilità che la prima moneta sia testa; useremo il seguente codice:

bothHeads.ObservedValue=false;
Console.WriteLine("Probability distribution over firstCoin: " +
        ie.Infer(firstCoin));

il risultato sarà:

Probability distribution over firstCoin: Bernoulli(0.3333)

a cui possiamo facilmente arrivare notando che se la variabile bothHeads è false ciò implica una delle possibili condizioni sulle due monete: (testa, croce) (croce, testa) (croce, croce). Quindi la probabilità che la prima moneta sia testa è 1/3.

Buone inferenze!

Zac

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Flash 10, anche per Linux!

Gnu/Linux, Web
Adobe ha appena sfornato il Flash player nella versione 10, stavolta anche per Linux da subito! Incredibile
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Il futuro non è più quello di una volta…

.Net, Gnu/Linux, Java, Mono, Windows

Fino a poco tempo fa pensavo che .Net (in quanto prodotto Microsoft) stava avanzando così tanto da buttare fuori di scena tutti gli altri modelli di sviluppo presenti sulla scena. In realtà per come la Microsoft sta giocando la sua partita .Net avrà senso solo finché Windows manterrà la sua quota di mercato. Ma forse bisogna guardare con più attenzione ai seguenti fatti:

  • sui desktop, Windows è ancora la scelta obbligata dato che le aziende che producono software e periferiche offrono quasi sempre soluzioni per Windows
  • il web, di contro, è permeato ancora di PHP, JSP di Apache e MySQL, per quanto, a livello enterprise ASP.NET, IIS e SQL Server, per via della loro stretta integrazione e user-friendliness (apparente), non sono certo una realtà minore
  • rispetto a qualche anno fa, esistono molte più piattaforme non-windows con cui fare i conti: lato mobile gli attori protagonisti sono Nokia, BlackBerry e iPhone; Microsoft dice che loro hanno un quota di mercato rilevante ma il dato, secondo la mia opinione, riguarda solo gli utenti di tipo aziendale (e tra questi manager e rappresentanti); mi sembra che tra i normali consumatori la piattaforma di riferimento sia Nokia
  • Java si è giocata la carta dell’open source e si contende, insieme a Mono, lo scettro di ambiente di sviluppo multipiattaforma per eccellenza: basta vedere la corsa ai nuovi ambienti di sviluppo per iPhone che, nonostante le limitazioni della licenza dell’SDK, è appena iniziata; guardate qui e qui
  • Java, dopo un periodo di sonnolenza, sembra aver ripreso la voglia di essere un competitor serio anche per le applicazioni desktop: ultimamente librerie come SwingX, Timing Framework o Jgoodies e ambienti di sviluppo maturi come NetBeans ed Eclipse dimostrano che lo sviluppo con Java non ha nulla da invidiare a .Net o Flash; inoltre il JCP, ovvero la comunità Java che decide come orientare le novità del linguaggio, è attiva più che mai per renderlo un linguaggio al passo coi tempi: sulla scena i linguaggi “minori” come Python, Ruby, Groovy e Javascript dimostrano giorno per giorno le loro indubbie qualità (type inference, definizione dinamica di metodi ed attributi, estensioni delle classi, presenza dei closures) e la capacità di Java di integrarli per ora lo sta salvando dal confronto diretto con il più giovane e performante C#; i grandi nomi dietro a Java dicono che non è possibile mantenere Java un linguaggio così semplice: è vero che le cose che fa C# si possono ottenere lo stesso ma la complessità necessaria per farlo scoraggia i più; Microsoft ha dimostrato che ha conoscenza ed esperienza da vendere nell’ambito dei linguaggi di sviluppo: LINQ, Parallel FX, e altri progetti dell’area Research stanno lì a dimostrarlo; di certo Java non può rimanere a guardare (e per fortuna non lo fa)
  • a proposito di Flash, va ribadito che ormai sono molti i progetti open source il cui output è un file Flash; la stessa Adobe inoltre ha da poco rilasciato la suite Air, che consente di portare le applicazioni flash sul desktop
  • Internet Explorer, sebbene sia il browser più diffuso, se la deve vedere con Firefox, Safari e all’orizzonte appaiono progetti come questo, molto interessante per le opportunità che presenta
  • non ultimo, il sistema operativo: Windows Vista ha avuto il grandissimo merito di dirottare molti utenti verso altri sistemi operativi ed ha convinto molti governi a scegliere alternative open source ai suoi prodotti; da questo punto di vista possiamo certamente dire che Microsoft è stata un grosso sponsor per il movimento del Software Libero; inoltre sulla scena, Apple si fa sempre più presente grazie alla riconosciuta qualità del suo sistema operativo e alla bellezza dei suoi prodotti: riuscendo inoltre ad attingere a piene mani da tutti i progressi del mondo Gnu/Linux e FreeBSD, Mac OS X sembra sempre più la piattaforma di sviluppo ideale per tutti i progetti non .Net (ricordo che da poco è stato rilasciato anche MonoDevelop per Mac OS X)

Insomma, sul palcoscenico ci sono molti attori e, forse, rispetto a qualche anno fa, la conoscenza diffusa delle alternative possibili rende i grossi nomi meno capaci di dirottare le scelte del mercato con semplici strategie di FUD (ossia instillare il dubbio che scegliere prodotti alternativi produca perdite, disastri e cataclismi di varia natura). Il modello di sviluppo open source risulta vincente a tal punto che grosse compagnie decidono di acquistarli in blocco piuttosto che derivarne lo sviluppo.

Vedremo cosa ci riserverà questo incerto futuro.

Qualche dettaglio: per chi non lo sapesse Lobo Browser è un browser web open source scritto interamente in Java. Nell’ultima release integra il rendering di applet JavaFX, ossia il nuovo concorrente di Flash nell’ambito Web.

Zac

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To be free or not to be free…

Gnu/Linux, Mono, Open Source, Windows

Questo è il problema…se sia più nobile d’animo sopportare gli oltraggi, i sassi e i dardi della Microsoft oppure seguire il suo modello di business senza infischiarsene di ciò che si fa ma di quanto rende. In realtà questo mio post è un pò combattuto e nasce come riflessione ad un annuncio di Miguel De Icaza. In quest’annuncio Miguel fa riferimento a quella che è stata la politica di Mono fino a questo momento e cioè quella di dare pieno supporto solo a piattaforme Libere, come (GNU/)Linux e BSD. Non avevo mai riflettuto abbastanza sul fatto di utilizzare software libero su piattaforme proprietarie ma immagino che sia un compromesso accettabile nell’ottica di una transizione da un mondo pervaso da tecnologie e prodotti proprietari ad un mondo in cui la produzione di prodotti liberi (a questo punto perchè limitarsi al solo software) sia riconosciuto da tutti come IL modello di business da adottare.
Miguel invece fa questo distinguo…e mi sembra strano visto che le tecnologie sviluppate dal suo gruppo non fanno altro che favorire la diffusione di prodotti Microsoft all’interno di Sistemi Operativi differenti da Windows.
Inoltre dice che, al solo scopo di incrementare la base di utenti di Mono, prossimamente Mono darà pieno supporto ad OS X (in modo nativo e non sotto X11) e a Windows. Inoltre in questi ambienti sarà portato l’ambiente di sviluppo MonoDevelop.
Fino a qualche tempo fa mi sarei gasato per questa notizia, ora un pò meno. Il motivo è il modo in cui Miguel annuncia il porting di MonoDevelop:

“This should be useful for people that are building Gtk#-centric applications on Windows. For other uses Visual Studio and SharpDevelop will continue to be better IDEs to use.”

Traduzione:

[MonoDevelop per Windows/OS X] dovrebbe essere utile per le persone che creano applicazioni Gtk#-centric su Windows. Per altri usi Visual Studio e SharpDevelop continueranno ad essere IDE migliori da utilizzare.

Migliori? ma da quale punto di vista? Dal lato della produttività? Dal lato del business?…Miguel, usa la forza Miguel…non dare ascolto a colui che dice di essere tuo padre ed invece è un pelatone che “ama la sua compagnia”…

Zac

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Free Software, free as in free Soy Latte

Gnu/Linux, Java, Open Source

Cos’è il nuovo motto di Richard Stallman? No, semmai uno dei più lampanti significati di quello che va predicando da così tanti anni ormai.

La storia è questa: da tempo, così come James Gosling fa notare nel suo blog, la Apple non ha voluto che fosse la SUN a fare il porting di Java ma lei stessa perchè ci tiene ad integrare a perfezione Java all’interno del suo sistema operativo in modo che il look and feel sia garantito ed in modo da sfruttare tutte le caratteristiche del sistema operativo. Il problema è che per quanto riguarda Java su Mac OS X:

  1. la versione 1.6 di Java è uscita da così tanto tempo che mi meraviglio non sia già uscita la 1.7;
  2. esiste una versione 1.6 Developer Preview a cui manca quasi tutto di quello che la 1.6 dovrebbe avere
  3. il porting potrebbe avvenire solo per Leopard e non anche per Tiger (argh!!)

Si attendeva che Leopard avesse il nuovo Java ma quando nella lista delle 300+ feature del nuovo OS X non si è visto riportare nulla a tal proposito si è gridato da più parti al tradimento, e si è ipotizzata una crisi tra Apple e Sun.
Insomma quando sembrava che non ci fosse più speranza San Riccardo da Stallman è apparso in sogno a tale Landon Fueller indicandogli la retta via.



A questo punto, Landon, risvegliatosi dal sonno mistico esclamo “Fuck, shit, toccu e sangu, why ain’t thought it before?” ricordandosi che, a parte il Mac, Java 1.6 esiste per ogni piattaforma conosciuta FreeBSD compresa (ricordo che il kernel del Mac è proprio ripreso da quello di FreeBSD). Visto che Landon non è proprio l’ultimo degli imbecilli (è un fuoriuscito da Infinite Loop 1, d’altronde e responsabile della correzione di molte delle falle di OS X) si è rimboccato le maniche e nel giro di qualche settimana ha tirato fuori il suo SoyLatte: porting di Java per Leopard e Tiger!!!! E con una virtual machine sia a 32 che a 64bit!! Se non è fantastico tutto ciò…ovviamente il motivo di tanto tripudio è che il giochetto funziona, e pure bene (ma solo sotto X Windows).

Bravo Landon! Evviva il software libero!

Zac

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FlyBack

Gnu/Linux, Idee
Chi ha bisogno di un Mac quando con Linux abbiamo Compiz, Open Office, Inkscape, Scribus, Eclipse, Tracker, ed ora anche una Time Machine per recuperare al volo vecchi backup? Per ora manca lo sberluccichio di casa Apple ma il funzionamento è analogo: si chiama FlyBack!
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Free Software Milionario

Gnu/Linux, WEB 2.0, Web

Parlo di Android…un pò malvolentieri, visto che in questo blog non faccio altro che parlare di Google, Apple, iPhone e Microsoft. Mi piacerrebbe parlare anche dei piccoli sviluppatori di progetti Open Source…ma lasciamo perdere (sviluppatori fatevi sentire che pubblicizziamo un pò i vostri progetti!). Quindi in questo post parlerò di Google, Apple, iPhone e Microsoft tutto insieme. Dunque…Ballmer ha minimizzato anche Android. Quando parlò di iPhone si fece una grassa risata dicendo “bwah ah ah…chi si comprerà un telefono senza tasti? Noi abbiamo Windows Bòbol (sarebbe mobile, ma lui lo pronuncia così), abbiamo venduto un trilione di telefonini mentre la Apple nessuno (per forza doveva ancora uscire)”. Le vendite di iPhone hanno portato il manager di O2 a dire che nessun prodotto si era mai venduto così in fretta come l’iPhone….Ma Ballmer ha la sua strategia!





Non contento Ballmer ci sollazza ancora con le sue doti magiche donandoci una sua nuova previsione su Android “Google ha una Press Release (così ha chiamato l’SDK di Android), noi abbiamo milioni di miliardi di clienti, bla bla, quote di mercato, bla bla, centinaia di operatori ecc ecc…Comunque benvenuti nel NOSTRO mondo”…mumble mumble…mi ricorda un mio commento di qualche giorno fa.





Miii e che è il mondo della telefonia? Cosa Noshtra?. Battute a parte, Ballmer sembra davvero sicuro di se (buon per lui, convinto com’è di scalzare le vendite dell’iPod con Zune) ma vorrei farvi notare un’altro fatto non indifferente.

La cifra 10.000.000$ vi ricorda nulla? Ai più attenti ricorderà che è il finanziamento che la Canonical Ltd. (l’anima commerciale di Ubuntu, per così dire) fece alla comunità perchè realizzassero Ubuntu: oggi tutti noi sappiamo cos’è diventato Ubuntu, un successo commerciale che ha portato Linux sulla bocca di tutti e sul Desktop di molti. Se oggi il Free Software viene compreso come opportunità di sviluppo e non come “Hey! Questo programma si scarica gratis!” è anche grazie all’attività di diffusione delle informazioni dei LUG avvenuta in coincidenza con la disponibilità di un prodotto valido come Ubuntu.

Ed ora vi parlo di altri 10.000.000$: quelli che la Google ha emesso come montepremi per le migliori applicazioni sviluppate per Android (frenate immediatamente i vostri entusiasmi perchè i residenti in Italia sono esclusi per “restrizioni locali”). Molto interessante. Ormai le big company hanno capito che il popolo di internet, quel vibrante social networking di cui si parla così tanto, è molto più reattivo di studi di marketing, di progetti costosissimi e magari irrealizzabili (chi ha detto WinFS?) mentre il trucco è semplice: prendete la Apple! Presa? Bene! Preparate un barattolo di colla vin…ehm…Mandate a dire che fra sei mesi (ad esempio a maggio) lancerete sul mercato un nuovo telefonino…ed assisterete a fiumi di persone pronti a dibattere sui blog di come sarà, se avrà queste feature o quelle altre, chi disegna un iPhone in 3D come lo vorrebbe lui….insomma nel giro di un mese quelli di Apple avranno raccolto più idee su come fare un telefonino di Nokia in decenni di onorata carriera. Poi un giorno se escono e dicono….”Mannaggia, non ce l’abbiamo fatta a farlo uscire per Maggio, ci toccherà farlo uscire a ottobre” e lì altri blog, altre speculazioni e quando finalmente arriva si assiste a scene di isteria collettiva con i clienti applauditi per l’acquisto appena fatto:





Ora la Google ha fatto qualcosa del genere ma ci mette qualcosa in più: ci regala un sistema operativo per telefonini aperto (Free come la birra che si beve Ballmer prima di parlare in pubblico) che potrebbe, virtualmente funzionare su qualsiasi telefonino che supporti Android, ed in più ci paga migliaia di dollari per mettere a loro disposizione la nostra immaginazione, la nostra capacità di indicare, senza possibilità di errore, qual’è la cosa che più pensavamo fosse utile in un cellulare, l’interfaccia più usabile o il gioco più entusiasmante. Tenente inoltre conto che la Google è il numero uno del marketing su internet al mondo, che il Google Summer of Code è ormai un’istituzione e che una porzione non indifferente di persone adora i telefoni senza tastiere, i portatili con due sole porte USB, il software Libero…insomma tutti quei prodotti che sono fuori dalla visione aziendale di Microsoft ma che hanno numeri da fare paura.

Se 10.000.000$ è il prezzo da pagare per il successo globale non è poi una cifra così grossa.

Zac

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Che botta!

Gnu/Linux

Una notizia che fa riflettere: Google rilascia la piattaforma Android, realizzata sotto la guida della Open Handset Alliance, ed acquisita l’aprile scorso. Tutti si aspettavano un gPhone…invece ora Google entrerà in tutti i telefoni che utilizzeranno Android. Che furbi!

Android è un sistema operativo per dispositivi palmari basato su kernel Linux; bene! Una vittoria per il software libero che segna un distacco dalle piattaforme OpenMoko e QT mobile.

Avrà una Virtual Machine: che sia Java? Ehi ma Java è Open Source! Bene!

Un’immane quantità di produttori di cellulari fa parte del consorzio. Bene!

Si presenta come un prodotto libero, aperto e che non presenta limitazioni all’utente: Bene!

Certo che per il mercato è un bel colpo. Non si sa sulla qualità della piattaforma ma alla Google non lasciano nulla al caso e già ci sono dei produttori che dovrebbero rilasciare i primi telefoni con Android per la seconda metà del 2008. C’è il potenziale per rivoluzionare il mercato dei cellulari tanto quanto Ubuntu ha fatto per i desktop. Oppure sarà qualcosa che si perderà tra mille bug e mille incompatibilità.

Ma dove sta la fregatura? Buh! So solo che l’11 Novembre uscirà l’SDK per Android. Ne sentiremo parlare parecchio!

Zac

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Quando i giornalisti fanno il loro dovere

Gnu/Linux, Idee

Mi perdonerà Felipe se gli copio uno dei video scoperti sul suo sito, ma questo servizio di report sul software libero è davvero ben fatto e, a pochi giorni dal Linux Day, dovrebbe essere diffuso ai più. Le cose fondamentali che emergono da questo servizio sono:

  • la scuola dovrebbe insegnare l’utilizzo di software che uno studente può utilizzare anche a casa (non fosse altro che per fare i compiti): alcuni software liberi sono gratuiti e consentono questo passaggio; i software commerciali il più delle volte non dispongono di versioni “per studenti” (Microsoft Office, ad esempio, bisognerebbe comprarlo). Se non si fa in questo modo le scuole diventano i veicoli pubblicitari di una società privata soltanto.
  • E’ vero che uno studente può duplicarsi il Microsoft Office della scuola o scaricarselo da internet ma, politici, QUESTO E’ ILLEGALE!!! E noi insegniamo ai ragazzi l’”arte della pirateria”!!! Così facendo un ragazzo troverà normale non dover pagare un libro, un film, un videogioco o qualsiasi altra opera; uno studente deve imparare su strumenti che lui si può permettere di avere a casa legalmente!
  • Il software libero non è necessariamente gratuito; ma:
    • GNU/Linux è un sistema operativo gratuito;
    • Open Office è un software per l’ufficio (documenti, foglio di calcolo, data base e presentazioni) gratuito;
    • GIMP è un programma di grafica 2D gratuito;
    • Blender è un software di grafica 3D gratuito;
    • esistono software liberi e gratuiti per molte delle esigenze della pubblica amministrazione e delle scuole italiane.

Inoltre va sempre tenuto in mente che:

  • Uno studente o un professore potrebbero migliorare il software libero, avendo a disposizione i sorgenti: questo porterebbe ad avere strumenti sempre più affinati e migliori alle diverse esigenze.
  • La Microsoft con l’ultima release di Office ha stravolto l’interfaccia: se non siete abbastanza bravi, adesso dovrete prendervi un’altra patente informatica per imparare ad usarlo! Con Open Office l’interfaccia è sempre la stessa e volendo me la potrei riscrivere da solo.
  • Il software libero posso imparare ad usarlo, ma posso anche imparare com’è fatto dentro; il software commerciale lo posso usare nei limiti di ciò che detta la licenza d’uso (che nessuno, in genere, legge).
  • Il software libero lo posso copiare e modificare; il software commerciale al più riesco ad estenderlo attraverso aggiunte dall’esterno.
  • Il software libero per la pubblica amministrazione costerebbe pochissimo: supponiamo che un comune paghi un programmatore per sviluppare un software di fatturazione da distribuire come Software Libero (e gratuito); quel progetto potrebbe essere istantaneamente impiegato per tutti i comuni e le aziende italiane; il software potrebbe essere potenziato al solo costo di sviluppare l’aggiunta desiderata ed anche quest’ultima potrebbe essere distribuita a tutti: il vantaggio è evidente!

Vi lascio al video, diffondetelo:


In definitiva ricordo che software libero non significa software gratuito ma un software che da all’utente delle libertà che i software commerciali non consentono di ottenere. Anzi, politici, leggete bene le licenze d’uso di quello che acquistate con i nostri soldi!

Un saluto aperto.

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WOW!

Gnu/Linux

E’ ciò che ti fa esclamare Ubuntu ad ogni menu che scopri, ad ogni funzionalità in più che trovi e ammiri quel sistema che fino a pochi anni fa pochi sapessero cosa fosse e che ora è diventato il simbolo di una nuova forma di economia e di produzione di qualità.

E’ vero che di miliardi dietro a Linux ne sono stati investiti parecchi se contate i Big del settore come IBM, RedHat, Novell, Mandriva e, non ultima, la Canonical Ltd. La Canonical ha realizzato il sogno di molti appassionati del software libero: realizzare una distribuzione libera, basata su software liberi, ma senza impedire agli utenti di fare scelte proprietarie, che la Canonical “non supporta” (o “non sopporta”?), ed accessibile a tutti. E’ grazie ad essa che sono apparsi sul mercato i primi PC con Linux sopra.

Ma la vera novità e che Linux rappresenta davvero un’alternativa. Il software per Linux c’è, è bello da vedere, è facile da utilizzare, è coerente nelle varie incarnazioni dei desktop manager, è tecnologicamente avanzato. Pensate a Compiz, il sistema che, a parte gli effetti speciali davvero strabilianti, ha rinnovato l’utilizzo dei desktop multipli, ha introdotto il raggruppamento di finestre, le preview dei task in esecuzione, e tanto altro senza richiedere i computer ninja che richiede Windows Vista.

Pensate al fatto che Linux esiste da tempo, pur con qualche problema di compatibilità hardware, a 64 bit e che la versione a 32 bit gira velocissima anche su computer datati. Pensate a compilatori come GCJ che compila il codice Java in codice nativo (in realtà a parte la suite .Net completa, tutti i linguaggi di programmazione nascono direttamente su Linux). Basti pensare che Mac OS X non ha ancora una release completa di Java 6…forse ce l’avrà il Leopard ma mi sembra stupido dover acquistare un sistema operativo per dotarsi di un linguaggio che è Open Source.

E poi Open Office, c’è innanzitutto per Linux. E Blender, che è entrato nel novero dei software professionali per la grafica 3D. E poi la velocità e la sicurezza….questi aspetti a cui nessuno bada ma che rendono usabile l’intero sistema. E’ vero che Windows XP si blocca raramente (meno raramente di Mac OS X o Linux, ma più raramente dell’accoppiata Mac OS X + Parallels) ma solo se hai un bell’antivirus aggiornato ed un firewall che ti proteggono le spalle e che ti ciucciano quella manciata di Mhz e quei MB/S di transfer rate dall’HD e dalla rete.

Con Linux la tranquillità è data da software scritto bene ed assistito da una comunità che risolve i bug molto più rapidamente di una qualsiasi multinazionale, da un sistema operativo che si installa in 12-13 minuti (testato su un MacBook Pro e su un PC Dell PIV) mentre ti consente di navigare o giocare a MahJong.

Quest’ultima incarnazione di Ubuntu, la 7.10, si è presentata ai miei occhi reattiva, veloce, comoda da utilizzare con il sistema di installazione Synaptic (che utilizza il sistema Apt) e completa di quello che serve per iniziare (Open Office 2.3, Gimp, Ekiga, Pidgin, F-spot, GCC e qualche giochino). Certo se non avete un accesso alla rete sarà un pò più complicato installare i programmi…basterà andare da un amico che ha l’accesso ad internet col proprio cd live di Ubuntu, selezionare i pacchetti da installare, scegliere di copiare i pacchetti e non di installarli e copiarli dalla cartella /var/apt su una pennina. A questo punto tornate a casa ed installate il tutto….complicatissimo!!! E potrete stare tranquilli che a casa non avrete problemi di dipendenze perché quelle vengono individuate e scaricate automaticamente da Synaptic. A me è bastato installare compizconfig ed emerald per iniziare a giocare con gli effetti speciali di compiz (la foto parla da sola).

La mia l’ho detta, i miei due centesimi, tanto di moda, ve li ho dati….se avete ancora qualche dubbio ricordate che Sabato 27 Ottobre c’è il Linux Day. In tutta ITALIA!!! Accorrete numerosi!!!

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    When the source code to Quake was leaked and circulated among the Quake community underground in 1996, a programmer unaffiliated with id Software used it to port Quake to Linux, and subsequently sent the patches to Carmack. Instead of pursuing legal action, id Software, at Carmack’s behest, used the patches as the foundation for a company-sanctioned Linux port. id Software has since publicly released the source code to Quake, Quake 2 and most recently Quake 3, all under the GNU General Public License (GPL). >>

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