
Nov 20, 2008
In quest’ultimo anno la Sun ha preso seriamente a cuore le necessità di noi poveri sviluppatori che ci barcameniamo senza un attimo di pace tra tanti IDE e altrettanti sistemi operativi, senza mai concederci quella tranquillità d’animo di sviluppare in un unico ambiente. Le versioni di NetBeans si sono succedute a ritmo davvero incalzante, regalandoci dapprima Matisse, ossia l’estensione di NetBeans per sviluppare applicazioni Java per i nostri Desktop, in grado, più o meno, di competere con gli editor di Microsoft e Borland. Poi hanno arricchito l’ambiente per supportare altri linguaggi: e così ora anche Ruby, Groovy, Javascript, Python, PHP, C/C++, oltre che Java, cosi come altri tool di gestione di Database, source control, Profiler e così via trovano tutti posto nell’unica applicazione che prende il nome di NetBeans.

Il merito di questa escalation è da attribuire alla Rich Client Platform su cui si basa NetBeans stesso: ossia un’infrastruttura di servizi e librerie, ottimamente bilanciate per consentirvi di scrivere le vostre applicazioni in modo organizzato e con moduli separati ma ben collegati tra di loro. E NetBeans ci viene incontro in questo sviluppo consentendo di creare lo scheletro di un’applicazione, ma anche di uno dei suoi moduli (eventualmente utilizzabili dentro NetBeans stesso) con dei facili wizard.

L’impareggiabile GeertJan Wielenga, sul suo ottimo blog, ci illustra molti dei segreti della NetBeans RCP e come essa possa essere sfruttata anche per integrare tool Java già esistenti all’interno di NetBeans o in uno dei suoi moduli. Inoltre su DZone, ha pubblicato una serie di video in cui spiega l’architettura RCP con dei facili esempi (vi consiglio, laddove disponibile, il link alla versione originale, con video di dimensioni maggiori e, quindi, più facili da seguire).
In conclusione, un’ottima opportunità di dare uno sguardo a questa validissima alternativa ad Eclipse. E poi è Open Source!
Zac

Oct 14, 2008
Non perché ve lo dico, ma al più perché ve lo sto ricordando. Una comunità che lavora con sforzi senza pari ha portato ad una versione che presenta moltissime novità, tra cui anche un porting nativo per Mac OS X (ancora non tradotta in italiano).

I server sono, ovviamente, sovraffolati ma voi non lasciatevi intimorire. Andate sul sito http://www.openoffice.org/, scaricate la vostra copia gratuita di OpenOffice 3, installatelo e godetene. Inoltre vi consiglio di copiarlo su una pennina e di portarlo ai vostri amici. Diamo un segno che non siamo utenti che si bevono tutte le banfe di Microsoft e facciamo capire che vogliamo che i nostri documenti siamo fruibili senza dover pagare un’ingiusta tassa ad una multinazionale americana.
Augh…Io ho parlato.
Zac

Jul 25, 2008
Lo so che, leggendo il titolo, un brivido freddo sarà scorso lungo la vostra schiena, ma AucTEX è l’unica estensione per Emacs che mi ha fatto provare la voglia di provarlo. Si tratta di un estensione (compatibile con Emacs, XEmacs e anche con l’ottimo AquaMacs, per Mac OS X) che consente di editare più agevolmente i file Latex e, addirittura di avere una preview delle equazioni e dei grafici inseriti nel codice Latex.

La versione che ho provato io è incorporata in AquaMacs e funziona davvero bene. Inoltre AquaMacs presenta una comoda toolbar per accedere alle funzioni più usate in latex ossia, compila preview e attiva/disattiva la preview di AucTEX.
Se qualcuno, nei commenti, volesse aggiungere qualche scorciatoia da lui preferita…

Zac

Jul 16, 2008
When the source code to
Quake was leaked and circulated among the Quake community underground in 1996, a programmer unaffiliated with id Software used it to port Quake to Linux, and subsequently sent the patches to
Carmack. Instead of pursuing legal action, id Software, at Carmack’s behest, used the patches as the foundation for a company-sanctioned Linux port. id Software has since publicly released the source code to Quake, Quake 2 and most recently Quake 3, all under the GNU General Public License (GPL).

Jul 2, 2008
Oggi mi vedo comparire sulla chat il messaggio: “conosci haxe e neko?” (si pronunciano hacks e Nee-ko) e penso “saranno i due nuovi animaletti buffi di quei cartoni tipo Pretty Cure o Sailor Moon“: e invece no; scopro da qui che il primo è un linguaggio di sviluppo ed il secondo è una virtual machine per il primo.

“E fin qui”, mi direte voi, sagaci lettori di mille ed uno feed rss di programmazione agile, esperti di scrum, di test driven e model driven development, “ndo sta la novità?”
Beh la novità è che haxe può essere ANCHE compilato a mo di java o c#, ma ‘odesto linguaggio può ANCHE essere compilato in JavaScript, in Flash 9, in PHP: avete capito bene: il compilatore haxe, oltre ad essere dotato di una discreta libreria standard per il linguaggio omonimo ha a disposizione la stessa libreria anche per gli altri linguaggi. Quindi una routine scritta in haxe può essere agevolmente trasformata dal compilatore anche in altri linguaggi.
Questa sua caratteristica lo rende molto adatto allo sviluppo di progetti web, laddove la piattaforma client o server potrebbero richiedere l’adattamento di un codice esistente…se aveste scritto i vostri progetti in haxe, una semplice operazione di compilazione avrebbe risolto il tutto. Inoltre haxe si presenta anche come un buon framework per lo sviluppo di applicazioni ajax. Scrivere una web application diventa molto simile a scrivere un’applicazione in java…la differenza sta nel fatto che basta compilarla per rendarla indipendente da qualsiasi Server Engine dato che haxe può essere tranquillamente tradotto in Javascript. Se poi abbiamo bisogno di aggiungere dinamicità al nostro sito, potremo sempre optare per la compilazione in PHP e magari con qualche bella animazione, che si renderizzerà in Flash.
Il linguaggio, che alle prime si presenta molto simile a java, è dotato ANCHE di quelle facezie a cui questi dannati linguaggi moderni ci stanno vieppiù abituando tipi anonimi, reflection e così via. Il tempo ci dirà se attorno a questo progetto si svilupperà un pò di interesse oppure l’idea andrà morendo sotto l’enorme peso di dover scrivere la stessa funzione per ogni linguaggio di destinazione di haxe.
Per adesso mi sembra un accrocchio davvero interessante.
Vi lascio al blog del progetto per altre interessanti dimostrazioni.

Jul 1, 2008
Nell’evidente tentativo di soddisfare le richieste provenienti da anni dalla concorrenza e dall’UE e nel nome della tanto temuta interoperabilità, Microsoft ha pubblicato delle dettagliate specifiche dei vecchi formati di Office 97-2003. Troppo tardi? Può darsi… Ma sicuramente un passo avanti verso una visione meno chiusa del software e una mossa sulla quale pochi avrebbero scommesso fino a pochi mesi fa.
Qualcuno fa notare come tutto ciò avvenga proprio qualche giorno dopo il pensionamento di Bill Gates. Comunque, non credo che Steve Ballmer sia in alcun modo più aperto di Bill nei confronti delle filosofie open. Inoltre, bisogna riconoscere che Microsoft negli ultimi tempi ha iniziato delle collaborazioni a vario titolo con il mondo open source che dopo le dichiarazioni di guerra di Ballmer nessuno avrebbe mai potuto immaginare.
Attenti però, a guardar bene il trucco c’è… Tra le condizioni per l’uso delle specifiche rilasciate c’è scritto che non servono autorizzazioni per implementare software open source a partire dalle specifiche, a patto che tali implementazioni siano distribuite con modalità “non commerciali”. Insomma, aperte sì, ma fino ad un certo punto

Jun 16, 2008
Domani 17 Giugno 2008, potrete partecipare al download di Firefox 3 ed essere così protagonisti del tentativo, che stiamo facendo in molti, di stabilire il record mondiale del maggior numero di scaricamenti di un file in un solo giorno. Se i server reggeranno potremo entrare nel guinness dei primati!!! Il link lo trovate qui a fianco in bella mostra.
Spargete la voce e partecipate numerosi!!!
Zac
Update: il Download Day comincerà oggi 17 Giugno alle ore 19.00…Non mancate!!!

Apr 2, 2008
OOXML è uno standard ISO (la notizia è di oggi e non di ieri, purtroppo)…è andata come non ci saremmo certo aspettati: ma dopo che i principali sostenitori di ODF hanno iniziato la loro campagna di “tolleranza” nei confronti dello standard Microsoft l’epilogo non poteva che essere questo. Incassiamo ed impariamo per una prossima volta.

Dec 14, 2007
E’ stata rilasciata una libreria Open Source (LGPL) per il rendering di codice PDF, 100% Java. L’annuncio potrebbe lasciare molti indifferenti ma a pensarci bene non è così.
Infatti altri progetti in circolazione non presentano gli stessi pregi: JPedal ad esempio è GPL, il che vincola fortemente le applicazioni che lo sfruttano, ed iText è una libreria per fare i PDF e non per vederli.
Il mio amico cervello ed io ci siamo fatti una chiacchierata sul perché tutti i blog facevano eco a questa notizia (senza nessuno che la commentasse…fortuna che c’è KIT) e poi sono iniziate a spuntarmi un pò di ideuzze su dove vedrei bene l’applicazione di questa libreria: all’inizio ho pensato al Mac, che ha un motore PDF integrato nel suo Windows Manager per cui ogni cosa che copi o incolli viene visto come codice PDF. Chi usa il Mac sa quant’è bello copiare un pezzo di PDF ed incollarlo nelle sue presentazioni o nei suoi documenti: massima qualità, nessuna perdità di risoluzione. Allora ho pensato che qualche applicazione per Linux avrebbe potuto trarre giovamento da questa tecnologia. Infatti, e qui invece devo dare atto al mio cervello per averci pensato prima di me, l’altra applicazione che trarrebbe immenso giovamento sarebbe proprio OpenOffice. Wow! E’ vero…OpenOffice è in qualche modo integrabile ed estendibile in Java (tra gli altri linguaggi) e sarebbe un gran bel passo in avanti riuscire a utilizzare immagini (da file o da clipboard) in formato PDF, sarebbe il connubio perfetto tra i due standard ISO.
Sinceramente non sono al corrente di analoghe librerie in C++ (che magari sarebbero più efficienti e semplici da integrare in OOo) ma non mi dispiacerebbe iniziare a vedere scorrazzare sul mio desktop un pò di codice PDF.
Un’altra possibile applicazione la vedrei bene nella visualizzazione dei file PDF all’interno di siti web; immagino già una nuova App di google che ti permette di scrivere in Latex, di compilare in background sfruttando tutta la potenza di GooglePlex et voilà, 12 microsecondi dopo il risultato in un div a fianco caricato con qualche piccola routine in Ajax. Oppure un bel motore di ricerca per articoli scientifici che ti consente di visualizzare online il documento trovato. Insomma datevi una mossa! Il cervello ce l’avete pure voi, la libreria pure, le idee le ho messe io…mena me…
(^_^)
Zac