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Il ballottaggio

Generico

Mi piacciono questi tempi. Sono tempi in cui non puoi fidarti quasi di nessuno. Certamente sempre meno di ciò che leggi su internet ed in particolare su blog come questo. Si perché adesso va in voga fare i finti blog, con finte statistiche e finti movimenti pseudo-etici che vorrebbero farci tifare per una multinazionale piuttosto che un’altra.

La quintessenza di questo modello è rappresentato da Apple, tra i primi a scoprire questo nuovo media e tra i migliori a saperlo gestire. Anche Google non se la cava male (a prenderci per il cu*o, intendo). Un sorrisino me lo tira la Microsoft: da colosso dell’informatica di massa è passata, nel corso negli anni, ad una specie di ragazzetto col moccio al naso a cui gli va (quasi) tutto storto: diciamo che per ora campa di quell’effetto volano che è stata la maledetta informatica degli anni 90 e dell’effetto “Visual Basic” che ha decerebrato intere generazioni di sviluppatori.

La Microsoft, si sa, copia e, da sempre, copia male; ed ha pure la pretesa di essere convincente nelle cose che fa. Un aneddoto che racconto sempre col sorriso sulle labbra, riguarda il tizio nell’immagine, tale Chaitanya Sareen, Senior Program Manager di Microsoft, che nel suo keynote ci presenta il nuovo concept della taskbar di Windows 7, che, badate, non è copiata dal dock di OSX, nooo, ma dalla taskbar di Windows 1.0. Eh eh, davvero, dico sul serio, guardate qui se non ci credete (avanzate fino all’immagine che vedete su). Anche la Apple ha ri-copiato la taskbar di Windows 7 (parlo dell’effetto Expose di Snow Leopard), almeno secondo me, solo che l’ha fatto con un pizzico di stile in più.

Ma sempre a proposito di copie, la Apple ha inventato gli spot “I’m a Mac and I’m a PC” e la MS che fa? Fa lo slogan e gli spot “I’m a PC” (e vabbè…), dove pubblicizza i PC…non Windows, Office o chissà quale prodotto MS…ma un PC HP, poi un Sony Vaio…e quindi? Dove sta scritto che PC=Windows? Lo sapranno loro.

Ma bando alle stupidaggini, ora invece parliamo del ballottaggio vero e proprio. Sappiamo, non fosse altro che ne trovate un cenno due post più giù, che è in atto una battaglia sull’HTML prossimo venturo. In realtà, per chi si può permettere di scaricare un browser gratuito come Safari 4 o Mozilla 3.5, il futuro dell’HTML è già arrivato. Già perché i grandi competitor dei browser (Apple, Mozilla, Microsoft, Google, Sun e Adobe) stanno cercando di monopolizzare, per ora, quello che è il mercato dei video on demand: parlo di YouTube, DailyMotion, Google Video ecc ecc.; ma ovviamente vogliono mettere le mani su tutto il cucuzzaro. Flash ha dominato incontrastato il regno della Rich Internet Application, concedendo, da buon sovrano, qualche regalia ad AJAX. Flash è stato sempre stato inviso da molti per via della “pesantezza” che introduce nei browser e sia Microsoft che Sun hanno cercato di soffiargli un po’ di successo con i loro Silverlight e JavaFX (con scarso successo, direi) senza offrire nessuna forma di alleggerimento sul sistema. Apple e Google, per quanto Apple sia un’alleata storica di Adobe, hanno deciso che il Flash era una tassa troppo alta per il loro mercato (iPhone e YouTube ad esempio) ed hanno cominciato la crociata per l’affermazione di HTML 5. Che c’è di strano? In HTML 5 cui spiccano due tag “VIDEO” e “CANVAS” particolarmente avversi alle tecnologie proprietarie: il primo schioderebbe, dai browser, Flash ed il suo odiatissimo formato FLV (in favore, si spera di codec open source come OGG/Theora) consentendo di incorporare video nelle pagine web senza ricorrere ad embedding o altri magheggi; il secondo scalzerebbe definitivamente Flash, Silverlight e Java(FX) per tutto il resto degli usi a cui viene demandato (applicazioni, applet, animazioni, giochini di varia natura). Alla Microsoft la questione rode parecchio perché con Silverlight e l’imminente lancio di Internet Explorer 8 era appena riuscita a piantare il primo chiodo per la scalata alla montagna Adobe.

Alla MS si sono detti: “E il Visual J# l’abbiamo buttato nel cesso, e Windows Presentation Foundation l’abbiamo dovuto buttare nel cesso, e Windows Workflow Foundation l’abbiamo buttato nel cesso…mo pure Silverlight e XAML no, eh! Visto che per la taskbar abbiamo tratto preziosi insegnamenti dal passato perché non andiamo a vedere come fece la MS ad imporre IE a tutta l’umanità?”. Detto fatto: direttamente dal 1995 swwwishh ecco un bel rispolvero di FUD in salsa 2.0. I “fatti” di IE8 (vi cito la riga relativa ai Web Standards) sono la risposta di Microsoft a quei “poveri firefoxisti rossi” (chi mi capisce è bravo) che scegliessero un browser con supporto HTML5:

Firefox and Chrome have more support for emerging standards like HTML5 and CSS3, but Internet Explorer 8 invested heavily in having world-class, consistent support for the entire CSS2.1 specification.

Per la serie, finalmente ci siamo arrivati anche noi e ci vantiamo per questo. Lo so, fa ridere, ma di questi tempi pare che siano queste il genere di sciocchezze che attirano le preferenze delle persone: è come dire “quelle foto sono innocenti” e sperare che ci si creda…ma a quanto pare…

Stranamente nei “fatti” mancano browser come Safari ed Opera che sono sconosciuti in quel di Redmond. Per farla breve siamo arrivati ad un ballottaggio: scegliere l’HTML5 e dimenticarsi di Internet Explorer per sempre o dimenticarsi HTML 5 (oppure scegliere entrambi e vivere una vita di atroci tormenti…l’ho già fatto una volta e mi basta, grazie).

HTML 5 è destinato a diventare uno standard W3C e sicuramente lo standard di riferimento sulla maggior parte dei dispositivi mobili (per evitare la pesantezza di flash). Microsoft ha deciso di mettersi di traverso e di proteggere i propri investimenti anche contro l’evidente incapacità che ha sempre avuto nella gestione dell’affaire Internet (ricordate Microsoft Network, e gli innumerevoli motori di ricerca MS di cui è pieno il dimenticatoio, e per l’appunto il loro browser vecchio di decenni). Impone i suoi standard contro la volontà del web di liberarsi dalle multinazionali. Votate! Volete un browser che supporta solo gli standard Microsoft o preferite alternative libere, o che supportino standard liberi? Ne va di tutto ciò che continuiamo ad immagazzinare nel web, di tutti i video e documenti che continuiamo ad accumulare e che un giorno potrebbero risultare illeggibili.

Non dormite! Non accontentavi della pappa pronta! E comunque lasciatevi sempre la possibilità di scegliere.

Zac

P.S.: se non riuscite ad avanzare nel video vuol dire lo state visualizzando su un sistema operativo che non è Windows. E quindi niente avanzamento! (guarda caso, il video è una registrazione fatta da Microsoft)

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Non ho resistito :)

Generico

Non mi giudicate, siete come meeee

P.S.: Ho scoperto che il logo della Commodore era anche uno smilie…cose dell’altro mondo…

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Cadere in trappola nella rete :(

Generico

Vi propongo la lettura di un interessante articolo di Richard M. Stallman che parla di una trappola in cui siamo cascati tutti con l’adozione di PHP, Javascript, ASP, JSP, Java e compagnia bella: lui la chiama la Trappola Javascript.

Il problema risiede nel fatto che la maggior parte delle web application che utilizziamo non sono open source in quanto non garantiscono i celebri 4 diritti dell’utente di software. Pensando che l’HTML o gli script JS, a cui accediamo tramite i nostri browser, siano sufficienti a garantirci l’apertura dei sorgenti, facciamo un errore madornale e non soltanto perché essi sono generati dinamicamente da codice che il più delle volte non è disponibile, ma anche perché non possiamo modificarli per fare in modo che la web application risponda meglio alle nostre esigenze.

Ossia la web application si comporta come un’applicazione closed source in quanto, anche avendone i sorgenti, non possiamo modificarla direttamente (al più la possiamo replicare su un nostro server) e anche modificando il sorgente lato client, gli attuali browser non consentirebbero l’esecuzione dei nostri script modificati o personalizzati. E non parliamo poi di quando utilizziamo applet, flash, sgnaps e cotillon vari ed eventuali. E’ una sorta di tivoization fatta su codice che il più delle volte non è nemmeno dichiaratamente open source (lo è in quanto siamo in grado di scaricare la porzione lato client).

La posizione in merito è decisamente forte e per alcuni potrebbe non essere facile accettare in toto le opinioni di Stallman. Ripudiare qualsiasi web application in funzione del fatto che utilizza codice, di fatto, non modificabile, potrebbe sembrare un eccesso, ma non si può negare che la recente esplosione del web 2.0 è in parte dovuto anche al controllo che i produttori di web application hanno sul loro software. I vari web office, web photoshop e web os non soffrono certo del problema della pirateria, del supporto tecnico su macchine ignote ed anzi, ci hanno pure guadagnato la gestione imperitura dei documenti dei loro utenti e l’uso a scopo pubblicitario che potrebbero fare/fanno. Molti produttori di software questo lo hanno capito molto bene e stanno dirottando i loro utenti verso questo genere di soluzioni.

E’ come se fossimo vittima di una sorta di principio di conservazione della chiusura dei sorgenti che, risolto il problema lato desktop, si ripropone, amplificato, sul web.

Leggendo l’articolo, mi sono chiesto se anche questo blog vi rendeva utenti incatenati da abiette politiche privatistiche; mi sono consolato col fatto che quello che scrivo è pubblico come anche il motore che muove il tutto. Magari non sarete in grado di sostituire il tema di KIT da soli o aggiungere una feature a questo blog (per togliere la pubblicità c’è Ad Block Plus), ma collegandovi al feed RSS potrete avere il vostro KIT personalizzato! (Fatto?)

Dovremmo lanciare la certificazione “Open Web Site”…è un idea. Che ne pensate?

Zac

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Prince of Persia

Generico

Prince of Persia è un videogioco che ha sempre esercitato su di me un fascino incredibile. Tutto in questo videogioco riesce a trasmettere un’atmosfera di magia e di coinvolgimento che solo pochi altri capolavori sono riusciti a fare.


(sto video sembra brutto…ma all’epoca era davvero sorprendente, per me)
Il gioco fu il parto di Jordan Mechner, nome che è legato indissolubilmente alla mia adolescenza di videogiocatore, sin dal suo primo Karateka (di cui sentiremo di nuovo parlare molto presto), un personaggio a cavallo tra il suo essere sviluppatore e game designer ed il suo istinto per la regia. La sua visione viene trasmessa dai suoi videogiochi che, tra i primi, non chiedevano di accumulare punti, raccogliere bonus o di “mettere il record” ma semplicemente di vivere la vita a disposizione, per compiere quella che era la missione dell’eroe di turno.
Con Karateka già si assiste ad un videogame misto a sequenze cinematiche che cambieranno per sempre il modo di intendere i giochi. Con Prince of Persia, Jordan Mechner introduce la tecnica del rotoscoping nei videogiochi: egli riprese il fratello che si scapicollava in giardino per poi digitalizzare il tutto con un Apple ][. Le animazione fluide del Principe fecero storia e quello che vediamo oggi nei videogiochi nacque tutto dalle idee che stavano in Prince of Persia.

Nel terzo millennio Prince of Persia, dopo un seguito da dimenticare, rinacque a nuova vita stravolgendo nuovamente il mondo del game design: ora il Principe si muove tra paesaggi tridimensionali, realizzati in modo magistrale e sfoggia mosse di abilità coreografate ad arte; i designer riescono a realizzare un metodo di interazione col personaggio che consente al giocatore di utilizzare con semplicità un numero incredibile di acrobazie. Ogni combattimento, per quanto furioso e sanguinario, affascina anche per l’eleganza dei movimenti del principe.

Quest’anno esce un nuovo seguito della saga (il settimo contando anche l’infame Prince of Persia 3D) che propone una nuova veste grafica ma soprattutto, a vent’anni dal primo Prince of Persia, vedremo il principe in carne ed ossa. Finora le versioni cinematografiche dei videogiochi non sono mai state all’altezza delle versione videoludiche dei film. Chissà che Prince of Persia non segni una tappa di svolta anche in questo settore.

Vi lascio con un video che vi fa intravedere qualche scena del film

Zac

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Infer.Net

Generico, Gnu/Linux

No, non è un gioco di parole e, ammetto, ho riso davvero per tanto tempo prima di capire il motivo che ha spinto la Microsoft a scegliere un nome così infelice per la sua nuova libreria.

Si perché Infer.Net è l’ennesimo parto dell’area Research della Microsoft (per intenderci quelli che hanno creato F#, C-Omega e altri progetti simpatici). Scopo di questa libreria è quello di fornire tutti gli strumenti tipici del calcolo probabilistico e della creazione di algoritmi che su di essi basano i loro risultati.

null

Nel video introduttivo, e nella relativa documentazione, è possibile assistere ad algoritmi che imparano a classificare le immagini in base ai nostri input (i famosi filtri Bayesiani) in modo semplice e utilizzando un insieme di classi che ci consentono di passare facilmente dal modello probabilistico al codice.

In pratica, scopo della libreria (disponibile in download come beta), è quello di consentire la creazione di algoritmi di inferenza Bayesiana fornendo una serie di classi già pronte allo scopo.

Un primo semplice (e forse banale esempio) è il seguente: supponiamo di avere due monete e di voler valutare la probabilità che lanciando in aria entrambe, cadendo, mostrino testa

Variable firstCoin = Variable.Bernoulli(0.5);
Variable secondCoin = Variable.Bernoulli(0.5);
Variable bothHeads = firstCoin & secondCoin;
InferenceEngine ie = new InferenceEngine();
Console.WriteLine("Probability both coins are heads: "+
        ie.Infer(bothHeads));

Il risultato è (ovviamente):

Probability both coins are heads: Bernoulli(0.25)

Possiamo però utilizzare l’inference engine per osservare una variabile e decidere la probabilità di un evento. Supponiamo che la variabile (bothHeads) che indica che entrambe le monete sono cadute come testa sia falsa e vogliamo calcolare la probabilità che la prima moneta sia testa; useremo il seguente codice:

bothHeads.ObservedValue=false;
Console.WriteLine("Probability distribution over firstCoin: " +
        ie.Infer(firstCoin));

il risultato sarà:

Probability distribution over firstCoin: Bernoulli(0.3333)

a cui possiamo facilmente arrivare notando che se la variabile bothHeads è false ciò implica una delle possibili condizioni sulle due monete: (testa, croce) (croce, testa) (croce, croce). Quindi la probabilità che la prima moneta sia testa è 1/3.

Buone inferenze!

Zac

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Ganymede is coming…

Generico
Ganymede Donate, please ;)
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Quando il gioco si fa duro…

Generico, Web

…vi scrivo dal mio cellulare per segnalarvi la scesa in campo di Google in difesa di Yahoo (come saprete Microsoft ha offerto 44 miliardi $ per l’acquisto di Yahoo). Sul suo blog ufficiale la grande G indica lei e big Y come i paladini dell’apertura di Internet e della sua innovazione. Yahoo in mano alla Microsoft vorrebbe dire (forse) lasciare il mercato dei browser, degli IM e delle web mail in mano di coloro che sono sempre stati contrari agli standard aperti ma piuttosto ai monopoli.

Insomma Google paladina delle libertà degli utenti della rete e Microsoft, al solito, la cattiva di turno con la sua ostile offerta che, di fatto, taglia fuori qualsiasi possibile avversario. E voi? Da che parte state?

Zac

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Welcome to Europe, Mr Ballmer

Generico, Open Source

Questo sito di news riporta che Microsoft, nei recenti accordi raggiunti con l’Unione Europea, ha dovuto sottoscrivere una dichiarazione in cui si impegna a rinunciare per sempre a qualunque rivalsa riguardante i propri brevetti nei confronti dei progetti open-source non commerciali. L’accordo fa riferimento nello specifico a tutti i brevetti che limitano l’interoperabilità con i sistemi Microsoft.
Mi chiedo se questa rinuncia sia davvero così importante visto che quei brevetti valgono solo negli USA, mentre questo impegno vale solo in Europa. Comunque dopo tutto il FUD che Ballmer ha prodotto con le sue dichiarazioni minacciose, è una notizia che lo ridimensiona notevolmente da quest’altra parte dell’oceano Atlantico.
A tutte le società dell’area Linux che sono venute a patti con Microsoft negli USA, possiamo dire: “venite qua… Nessuno vi torcerà un capello.”

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Ig Nobel

Creative Corner, Generico
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The funniest joke in the world

Generico

Leggevo oggi la notizia apparsa su Punto Informatico della denuncia, mossa dai tipi di PirateBay, contro le major che cercano di sabotarli in tutti i modi pur di impedire il protrarsi del loro servizio di tracking di link bittorrent. Che siate contro o a favore della pirateria sappiate solo che i suddetti pirati vivono in Svezia e lì hanno i loro server. Secondo le leggi svedesi pare che non facciano nulla di illegale. Tanto sono legittimati nel fare quello che fanno che in Svezia esiste anche un partito a difesa dei Pirati, che si occupa in realtà di fare in modo che le leggi che governano tali questioni (diffusione di media a vario titolo) siano coerenti con la legislazione Svedese (che basa le sue fondamenta sulla ragione più che sugli interessi di politici e/o grosse industrie e lobby varie). Incuriosito sono andato sul loro sito e, tra i piccoli link in basso, ce n’è uno chiamato “Legal Threats” in cui sono raccolte tutte le email di diffida ricevute dai novelli Barbablu e le risposte che hanno dato hai legali di turno o agli sceriffi informatici che osavano sfidarli in audaci mezzogiorno di fuoco sul web.

Inutile dire che c’è solo da creparsi dalle risate dato che i legali delle major si arrampicano invano sugli specchi pur di portare a casa il loro misero tozzo di pane e ricevono solo beffe ed insulti; ecco un esempio:


(Lettera della Major)
> As you may be aware, Internet Service Providers can be held liable if they do not respond to claims of
> infringement pursuant to the requirements of the Digital Millennium Copyright Act (DMCA). In
> accordance with the DMCA, we request your assistance in the removal of infringements of the
> (IL FILM IN QUESTIONE) motion picture from this web site and any other sites for which you act as
> an Internet Service Provider. We further declare under penalty of perjury that we are authorized to act
> on behalf of (MAJOR IN QUESTIONE) and that the information in this letter is accurate.
>Please contact me immediately to discuss this matter further.

(RISPOSTA DEI PIRATI)

As you may or may not be aware, Sweden is not a state in the United States of America.
Sweden is a country in northern Europe. Unless you figured it out by now, US law does not apply here.
For your information, no Swedish law is being violated.

Please be assured that any further contact with us, regardless of medium, will result in
a) a suit being filed for harassment
b) a formal complaint lodged with the bar of your legal counsel, for sending frivolous legal threats.

(INSULTI VARI)

Vi invito a leggere anche il dialogo con un presunto WEB-Sheriff…davvero da morire dal ridere.

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