Adobe Flex è open source

Come riporta questo articolo, Adobe ha rilasciato il codice sorgente di Flex con licenza MPL. Beh, partiamo dall’inizio… Flex è uno strumento interessante che consente di creare delle applicazioni Flash a partire da codice sorgente scritto nei due linguaggi MXML e ActionScript.

Il fatto è particolarmente interessante perché conferma la tendenza di Adobe ad aprire gli strumenti che si muovono attorno a Flash. Probabilmente è una strategia che Adobe sta usando per attirare sviluppatori e per non soccombere nella sfida contro i nuovi progetti simil-Flash di Microsoft. Mi riferisco a Silverlight.

Per completezza non posso esimermi dal citare l’iniziativa free software di GNU che sta sviluppando un player Flash chiamato Gnash.

Ne resterà uno solo?

Data base connectivity for Javascript

So che con questo articolo solleticherò le sbavanti papille gustative dedicate al Web 2.0 di Salvatore e pertanto vi sparo questa notiziola ancora poco nota: presso questo sito potete trovare una libreria sviluppata da IBM che lato server richiede PHP e lato client un puro Javascript e consente l’accesso a vari DBMS direttamente da Javascript senza compromettere la sicurezza aziendale (a detta loro). La libreria è stata sviluppata per gestire le informazioni provenienti da un database direttamente lato client magari all’interno di applicazioni AJAX. Effettivamente non mi rendo conto di quale sia il vantaggio in questo genere di approccio ma posso immaginare che un qualche utilizzo simpatico verrà col tempo. Appena possibile vedrò di postare un esempio di questa simpatica libreria.

Bye

La Coop sei tu, chi può dirti di più?

Nascono soluzioni web sempre più 2.0 e persino strumenti di produttività on-line tipo Writely di Google e ajaxWrite. Non c’è dubbio che il web browsing si sta evolvendo e i segnali non vengono solo dai creatori di contenuti, ma anche dai produttori di browser.

Quelli di Mozilla si sono inventati The Coop che a noi italiani suona abbastanza familiare :). Non si tratta di pane fresco e mele Stark, ma di un add-on per firefox che consente di aumentare la condivisione dell’esperienza web tra amici. Per esempio il mio amico zak è sempre aggiornatissimo sui video di computer grafica presenti su YouTube. Ebbene con un semplice click potrei sapere quali video ha visto oggi, senza disturbarlo.

Insomma i contenuti web vengono segnalati sempre più dalla base degli utenti piuttosto che da grandi portali. Sarà l’evoluzione dei blog?

Le Web Application in XUL

Cari Seguaci :)
so che aspettavate questo tutorial più di quanto io stia aspettando l’uscita di Leopard, ma finalmente eccolo qua. Vi riporto di seguito un primo esempio per mostrare come sia semplice integrare, all’interno di una web application per Firefox, una porzione di interfaccia fatta con XUL; in realtà nessuno vi vieta di scrivere tutto il vostro sito in questa maniera.

Purtroppo è notizia di oggi che il maggiore antagonista di XUL, ovvero XAML, è uscito con un plugin che consente di visualizzare le form fatte con WPF/E (ossia il framework di presentazione del C# 3.0) su IE, Firefox e Safari (per solo per Windows e Mac OS X; guarda caso Linux non c’è): difficile prevedere il futuro di XUL a questo punto.

Riprendiamo il filo del discorso e non scoraggiamoci troppo.
Un file xul altro non è che un file xml ed uno style sheet. Nel file xml c’è la descrizione dell’interfaccia e per ciascun elemento che scatena un’elaborazione, la chiamata alla funzione opportuna: ad esempio, un bottone sarà espresso come:
<button id="id_bottone" label="Testo del bottone" oncommand="fai_qualcosa();"/>

la funzione fai_qualcosa() può essere contenuta nel file xml (all’interno di un tag <script> come per l’html) oppure in un file a parte (linkabile all’interno del file xml). Quando il bottone verrà premuto verrà eseguita l’azione collegata. La funzione va scritta in Javascript; sarà pertanto possibile, non solo eseguire tutte le funzioni tipiche del linguaggio, ma anche, tramite JSON accedere in remoto a “classi” da noi predisposte lato server che ci consentiranno di realizzare delle Web Application data-aware o, comunque, distribuite. Qui di seguito riporto il più classico degli esempi rimandandovi ad un prossimo articolo per esplorare funzioni più complesse.

Il codice, da inserire in una pagina php (è necessario per indicare correttamente l’header della pagina), è il seguente, mentre il file css è disponibile qui (spiegheremo in seguito come realizzare un foglio di stile):
<?
header ("Content-type: application/vnd.mozilla.xul+xml; charset=iso-8859-15");
echo '<' . '?xml version="1.0" encoding="iso-8859-15" ?' . '>';
echo '<' . '?xml-stylesheet href="style7.css" type="text/css"?' . '>' . "\n";
?>
<window
id="ciaomondo-window"
title="Ciao Mondo da KeepInTech.it"
orient="horizontal"
xmlns="http://www.mozilla.org/keymaster/gatekeeper/there.is.only.xul">
<vbox>
<label class="head-1" value="Ciao Mondo"/>
<button id="btn_ciao_mondo" label="Premi" oncommand="alert('Ciao Mondo');"/>
</vbox>
</window>

Ed ecco il risultato (ovviamente per vederlo è richiesto Firefox):

Buon Divertimento!

Chi di hype ferisce di hype perisce

Sfruttare il fenomeno dell’hype è ormai prassi comune nell’ambito delle società informatiche: si annuncia con un discreto margine di tempo un prodotto, esaltandone le caratteristiche “cutting edge”, quel superfluo a cui nessuno è in grado di rinunciare, un semplice aggiornamento della skin (vedi Vista), nuove feature o prestazioni di prim’ordine, in modo da solleticare così tanto le attese dei consumatori che non appena il prodotto esce essi si fiondino a comprare il prodotto senza nemmeno badare se quanto promesso abbia effettivamente la qualità o la funzionalità desiderata.

A volte succede che di hype si perisce: Vista doveva avere un nuovo file system basato su SQL ma alla fine si è presentato con un misero desktop search dopo che tutti i principali concorrenti ne avevano uno integrato da tempo; doveva avere il desktop 3D ma si è presentato con un laconico roteare di finestre (il cui senso rimarrà sigillato in quella crapa pelata di Steve Ballmer dove l’unico neurone gira da solo chiedendosi “c’è nessuunoo?”).

Adesso è toccato anche alla Apple: tronfia dei suoi slogan di sberleffo alla Microsoft e dei suoi spot “Get A Mac” era sicura di consegnare il suo nuovo Leopard entro “Spring 2007 ” (e già sarebbe stata in ritardo rispetto a Vista); poi la primavera è diventata 20 Giugno (giusto per rientrarci legalmente). Ma tutti i beta tester della rete dicevano “com’è possibile che escano a giugno quando nelle versioni beta c’è una lista di bacarospi lunghissima?”; adesso Apple, affogata com’è dalla preparazione del nuovo iPhone, ha deciso di far slittare la data di consegna a ottobre 2007 (un misero “Autunno” invece della primavera) deludendo quanti sulla rete attendevano con ansia di poter “montare” il nuovo sistema operativo prima delle vacanze estive (me compreso). Insomma fino ad oggi eravamo come il tizio con la maglietta nera nella vignetta: da oggi in poi niente più macrumors, thinksecret, appleinsider e palle varie, tsk!

YUI: un altro contendente nell’arena del Web 2.0

Da un pò di tempo Yahoo! ha messo a disposizione il framework YUI con cui realizzare appicazioni web con interfaccia utente al passo coi tempi (quindi effetti di animazione, drag and drop e ajax, nonchè un ricco set di controlli già pronti) così come è possibile apprezzare nel nuovo web client di posta di Yahoo Mail, sicurament uno dei migliori in circolazione. Il framework è rilasciato sotto licenza BSD e questo la rende liberamente utilizzabile ai più. Il sito di riferimento è già ricco di documentazione ed esempi ed è facile pensare che YUI si caratterizzerà come il più temibile nemico di Google in questo settore.

Il framework inoltre è completamente in JavaScript, senza intermediazioni di Java, PHP o ASP e questo lo rende particolarmente appetibile anche per le web application più semplici. Il supporto alle moderne tecnologie AJAX consentirebbe la gestione di piccoli database attraverso semplici file XML. Inoltre il già citato Aptana IDE offre un pieno supporto a questo promettente framework.

Buon Web 2.0

Zac

Posizionare telecamere in Blender

Grazie agli amici del SaLUG! sono finalmente riuscito a superare il mio primo scoglio nell’uso di Blender: il posizionamento libero di una telecamera. In effetti la soluzione non era proprio dietro l’angolo ma nemmeno così difficlle:

1) selezionare la vista con la telecamera desiderata dal menu View->Cameras;
2) utilizzare il pulsante medio del mouse (MMB) per posizionare a piacimento la vista:
SHIFT-MMB: per traslare la vista
CTRL-MMB o rotella del mouse: per zoomare
MMB: per ruotare la vista
3) utilizzare la combinazione di tasti ALT-CTRL-NUM0 (ossia lo zero del tastierino numerico) che consente di spostare la telecamera selezionata in modo che in quadri esattamente come la vista impostata al punto 2.

Ed ecco il risultato di cotanta fatica

Ciao

Sandro