Mono e Sled 10 pronti all’uso

Mono LogoSo che molti di voi sono desiderosi di tenersi aggiornati, ma che molto spesso siamo troppo indaffarati per metterci a provare questa o quella novità. E così ecco che i ragazzi di Mono hanno realizzato per noi un’immagine per VMWare della Suse Linux Enteprise 10 con tutti gli strumenti Mono già pronti all’uso (quindi Mono, MonoDevelop, esempi per Windows.Forms e Asp.Net). E come se
non bastasse anche i Database PostegreSQL e MySQL per effettuare i test anche con questi DBMS. E poi non dite che non vi avevamo avvertiti. Vi ricordo, inoltre, che la Suse Linux Desktop Si distingue per la sua rinnovata interfaccia grafica e l’introduzione di quelle applicazioni sviluppate in Mono che stanno facendo parlare di loro: quindi F-Spot, Banshee, Tomboy e Beagle.

Con questo caldo un pò di pappa pronta ci voleva proprio.

Google Binary: un possibile strumento in mano al movimento Open Source?

Come evidenziato da molti siti di notizie, una società di sicurezza informatica (WebSense) ha sfruttato la capacità di Google di analizzare file eseguibili e binari di vario tipo, per scovare virus e malware nascosti per la rete. La notizia ha fatto molto scalpore per l’ingegnosità del metodo e per il fatto di aver sfruttato una feature del motore di ricerca praticamente sconosciuta.

L’idea ha cominciato a frullarmi per la testa e ho iniziato a pensare che Google potrebbe non solo avere la capacità di decompilare qualsiasi software scritto in Java o in .Net ed indicizzarlo, ma grazie ai suoi archivi, si potrebbe riuscire a scovare quale software sfrutta una particolare libreria.

Fino ad ora, per un programmatore, che distribuiva le sue librerie e software con una licenza di tipo GPL o similari, non c’era la possibilità di sapere se esistesse in giro un software che sfruttasse le librerie scritte da lui senza il rispetto della licenza. Ho pensato che allo stesso modo con cui si rintraccia un virus all’interno di un eseguibile, si potrebbe sfruttare Google per cercare opportune stringhe in giro per la rete relative alle librerie in questione, riducendo enormemente il campo di indagine. Ho provato a seguire l’esempio che circola sulla rete (ho dovuto però modificarlo perchè nel frattempo molti blog hanno riproposto lo stesso esempio) cercando questa stringa ed il risultato è stato quello di trovare Firefox 1.0. La stringa cercata è quella di files per Windows NT, caratterizzati appunto da quella signature.
Effettivamente non so se la mia idea sia realizzabile con gli strumenti attualmente presenti, ma penso che sarebbe simpatico valutare l’entità del furto di codice Open Source e soprattutto da parte di chi è perpetrato.

Un’altro pensiero che mi è venuto è che Google potrebbe indicizzare tutti i software Open Source disponibili in CVS. Se ci fosse qualche TAG, da inserire all’interno del codice per aiutare questo tipo di indicizzazione, si potrebbe realizzare la più grande biblioteca di codice mai creata fino ad ora: cercate un algoritmo per il calcolo della copertura convessa scritto in C++…TAAC…trovato.

Google sei in ascolto?

Sandro Zacchino

Conoscete i portali, no? E i P.M. Studios?

E invece no, ma ancora per poco. Sono sempre facile preda degli entusiasmi provocati da nuove idee. Questa volta il mio cuore di blasterizzatore ha sussultato vedendo quello che vedremo di qui a pochi mesi per l’uscita di Half Life 2: Episode 2. In questo video potete vedere la nuova tecnologia in tutto il suo splendore…tranquilli non si tratta delle prime immagini che vedrete ma delle seconde!

Già mi immagino a seguire le mie prede sparare un colpo di portalizzatore (o come diavolo lo chiameranno) e sbucargli davanti (o dietro) senza che nemmeno se ne accorgano. Il tutto poi realizzato con la solita maestria della Valve che già con la pistola gravitazionale ci aveva fatto divertire non poco. E con la nuova politica di distribuzione della Valve potremo goderci questo gioiellino per una cifra intorno ai 20$.

A proposito di videogiochi colgo l’occasione per salutare con gioia l’uscita, su The Games Machine, del demo di ETROM, sviluppato dai nostri vicini di Bari P.M. Studios!

Etrom SS

Complimenti per l’ottimo lavoro ed in bocca al lupo per le vendite. Per quanto mi riguarda, siete un orgoglio ed un esempio per tutti gli sviluppatori italiani. Sarete i benvenuti sul nostro blog quando vorrete venire a parlare dei vostri prodotti o delle vostre idee.

Buon Divertimento!

Chi troppo e chi niente

Vi è mai capitato di incontrare un compagno di studi, un amico o uno studente totalmente incapace di scrivere anche una sola riga di codice sorgente? O siete voi stessi a sentire un gelido tremore lungo la schiena al solo pensiero di dover scrivere: print “Pippo” ?

Ebbene, è tutto normale… In questi articoli qui, scritti da alcuni ricercatori della Middlesex University è riportato uno studio che attesta l’esistenza di due distinte tipologie di apprendimento della programmazione, in breve: le schegge e gli impediti.

Negli articoli viene anche proposto un test da somministrare a persone che non hanno mai sentito parlare di linguaggi di programmazione per capire a quale tipologia appartengono. È inutile dire che voi hacker compassati non potete cimentarvi con il test, il risultato sarebbe scontato, ora!

Luca

Il futuro delle professioni nell’IT

Cosa accadrà a noi poveri informatici nel prossimo futuro? Avremo un lavoro stabile e ben remunerato? Le nostre abilità ci consentiranno di seguire il mercato?

Risponde a queste domande l’articolo di ComputerWorld riportato qui. Le previsioni non sono delle migliori per i guru delle tecnologie attuali. L’articolo parla di un declino delle professioni di sviluppatore, di project manager e di tutte quelle di stampo prettamente tecnico che verranno svuotate del loro valore da strumenti di sviluppo a prova di beota e da tecnici sottopagati dei paesi in via di sviluppo. Secondo gli analisti, nel 2010 la trasformazione sarà completata.

Quali saranno le professioni più ricercate nell’IT? I “versatilists”, ossia i professionisti con un background tecnico che hanno anche un’ottima conoscenza del dominio di applicazione, che possono pianificare progetti IT con un elevato potenziale commerciale e possono intrattenere relazioni con persone dentro e fuori la società in cui lavorano.

Insomma: meno geeks, più persone con elevate capacità sociali e con una preparazione multidisciplinare.

E voi, siete pronti per la trasformazione?

Luca

Pigs at mass…

… and sheeps in procession!

Ancora increduli della notizia qui abbiamo saputo che Microsoft ha deciso di supportare il formato OpenDocument con un convertitore open source sviluppato sotto la sua egida e ospitato da sourceforge.

Ovviamente il motivo di questo dietro-front è che i clienti più importanti di Microsoft hanno fatto pressioni in tal senso, e i clienti più importanti sono le pubbliche amministrazioni. Complimenti ai fautori del formato OpenDocument che in qualche modo sono riusciti a scalfire la politica monolitica di Microsoft del “vi diamo tutto noi”. Tutto questo è a favore della concorrenza secondo lo schema: un formato aperto, molte applicazioni che lo supportano e vinca il migliore!

Luca

L’interfaccia del Mac ormai è vecchia (figuriamoci gli altri)

Cari Amici,

quando uso il Mac ho sempre l’impressione che la sua interfaccia utente abbia uno spirito dentro che gli altri non hanno. Riesco sempre a mantenere le cose in ordine nonostante la mole impressionante di articoli, documenti, presentazioni e download vari. Molta gente si cimenta a fare desktop 3D (vedi Sun e Microsoft) o a riproporre concetti triti e ritriti in salsa new style…alla fine ci limitiamo ad usare il nostro computer sempre alla stessa maniera. In realtà è da tempo che osservo diversi tentativi di creare qualcosa di nuovo: finora mi erano sembrati puri esercizi di stile ma ultimamente ho notato che c’è un filo comune tra queste idee; mi riferisco in particolare a (nell’ordine in cui li ho visti la prima volta):

Dopo aver visto il prototipo di interfaccia progettato da questi ragazzi ho intuito il potenziale di questi lavori. In tutti questi BumpTop il desktop è diverso da come lo conosciamo oggi: è più simile alle vecchie scrivanie in cui prendiamo un foglio, appuntiamo due righe o facciamo due conti a penna (molto rapidamente) e poi lo ributtiamo sulla scrivania per poi ritrovarlo quando ci servirà di nuovo. Allo stato attuale i computer ci consentirebbero (come avviene in BumpTop di risistemare la scrivania al volo o (all’occasione) di usare uno dei mille software di desktop searching per ritrovare il documento che si è perso nelle mille scartoffie. Immaginiamo inoltre di avere la possibilità di inserire dovunque ci serva un calcolo di uno spreadsheet o un documento formattato…insomma le possibilità sono davvero tantissime. Inoltre un interfaccia di tipo multi touch ci consentirebbe di manipolare un desktop come quello di BumpTop molto liberamente.

Ad ogni modo, non sto parlando solo di idee futuribili: questi altri ragazzi stanno già iniziando ad implementare qualcosa del genere.

Staremo a vedere.

Bye

Hello world!

Cari bloggers,

nasce (o rinasce) oggi il nostro sito preferito: KeepInTech.it (KIT per gli amici). Dopo essere partiti su un piccolo computer Linux che non gestito, non manutenuto e con pochissime risorse ha osato sfidare la rete con tutti i suoi virus, i suoi malware e i suoi malfattori senza mai cedere un attimo (tranne quando andava via la corrente), ci sembrava giusto concedergli il suo meritato riposo e ripartire con ben altre ambizioni. Abbiamo faticato parecchio per il nostro piccolo secchio di fango ma adesso possiamo finalmente, e con una certa punta di orgoglio, dire:

A whole bucket of mud, and it’s mine, all mine!

in onore di un grande maestro dell’arte dei computer. Siamo passati da tanti posti differenti, abbiamo fatto tante esperienze ed ora siamo qui per offrirle a chi ci vorrà  seguire. E speriamo che d’ora in poi nessuno ci metta più i bastoni fra le ruote.

Lo staff di KIT.