L’avanzata dei Pendroid

I pendroid…laddove la Apple sta ancora in alto mare e la Google ancora non ha capito cosa farsene del suo sistema operativo Open Source arrivano fantasiosi ingegneri che riescono a coniugare l’informatica a 8 bit dei primi anni 80 alle innovazioni tecnologiche di 30 anni dopo (ed il supporto di licenze per il Software Libero, diciamolo). Finalmente i computer scalano di un ordine di grandezza e si riappropriano delle nostre TV, come succedeva all’epoca dei “Cervelli elettronici”, Vic-20 e Commodore 64.



Parlo di device poco più grandi di una penna USB che si collegano direttamente alla porta HDMI di una TV, sono dotati di connessione WIFI e porta USB o microSD (giacché c’erano).



Consentono di trasformare la tv in un sistema per la connessione ad internet e la fruizione dei media. Si pilotano con telecomandi di ogni sorta (anche tastiere volendo). Immancabili ovviamente le app di ogni genere con le loro immancabili icone quadrate.

Quanto costano queste meraviglie? Per adesso dai 60$ in su, venduti in ogni sorta di configurazione, dalle citate pennine ai set-top-box. Immagino che a brevissimo saranno capaci di montare (se non lo sono già) webcam per Skype o simili e forse finalmente abbatteranno quel digital device che ci portiamo avanti da quasi 20 anni.

Siamo solo all’inizio di un cambio radicale sulla fruizione dei media e dell’informazione. E qualcuno sta già pensando a quello che verrà.

Un’inedita avventura di…The Procrastinator!!

Grazie al mio amico Carmelo, che mi ha portato da LuccaComics un numero 1 di Tutto Scottecs autografato e autodisegnato da Sio in persona, sono lieto di presentarvi un’inedita avventura del mio supereroe preferito.



Dal comic-blog Scottecs Comics ecco un’altra delle abili gesta del supereroe.

Grazie Sio!!

Ops…adesso conoscete tutti il mio nome…la mia identità è svelata…

Un possibile futuro prossimo nelle riprese video…

English Version…

Dopo aver visto il video della nuova fotocamera Lytro, ed essermi chiesto come diavolo fanno certi ad uscire dal perfetto anonimato con invenzioni di portata così rivoluzionaria, la mia testa ha cominciato ad frullare idee in mille direzioni tra cui la seguente. Ma prima una doverosa introduzione.

Lytro è il nome di una fotocamera con comandi touch e touch screen che invece di montare un normale CCD, ha un device in grado di catturare l’intera gamma di informazioni luminose in ingresso dall’obiettivo.

Secondo le idee degli ideatori, ciò consente di definire, come semplice post-processing la messa a fuoco (attivabile sulla fotocamera ma modificabile a piacimento in qualsiasi momento) oppure ottenere una versione 3D della foto. Già così non ci sarebbe molto altro da aggiungere. Clickate sulla seguente immagine per capire come modificare la messa a fuoco come post-processing.



Ma la mia testa è andata oltre.

Applichiamo questa ingegnosa invenzione ai video. Visto che le informazioni visive catturate dal sensore sono così ricche da consentire la creazione di immagini 3D, non dovrebbe essere un grosso problema ottenere un alpha channel mirato equivalente alla messa a fuoco che sto selezionando.

Ma se riesco a produrre un alpha channel allora posso creare un algoritmo che, in una ripresa video sia in grado di seguire un particolare alpha channel. Ma allora se nella ripresa video ci sono due soggetti che non si sovrappongono (ma se guardo il colore possono anche sovrapporsi), il mio algoritmo di inseguimento può associare un tag a ciascuna area dell’alpha channel. TAC! Ci siete arrivati? Lo YouTube 3.0 o il facebook prossimo venturo potrebbe consentire la pubblicazione di rich video in grado di dettagliare un tag di un video con qualsivoglia informazione!! Quindi possono aggiungere info ai vari attori di un film, ai miei amici in un video amatoriale o chissà quanto altro. Potrò isolare i personaggi senza usare green screen e montarli su scene artificiali.

Mi chiedo se gli inventori si rendano conto di dove arriva la portata della loro intuizione!

Zac

Grazie Steve(s)!

In un giorno come questo, è piacevole ricordare una vita spesa a raccogliere amicizie, esperienze e conoscenza attorno ai prodotti creati grazie all’impegno di due persone. Una di queste oggi non c’è più ma è riuscito a lasciare il suo “dent in the universe”.

Quando a 11 anni entrò in casa il primo Apple // (un compatibile chiamato Mango 😀 ) non conoscevo la sua storia, i suoi creatori o quello che sarebbe venuto di li a poco (quell’anno usciva il primo Macintosh). Però non era un Commodore, o un PC, computer che trovavi dappertutto e per cui era facile trovare nuovi programmi o nuovi giochi. Non c’era internet, non c’era il file sharing. C’erano le poste, i floppy disk e le riviste di carta.

L’open source lo annusavamo tra le pagine di un piccolo giornaletto chiamato PaperSoft. Un hard disk era più grande di un videoregistratore e pesava decine di kili. Non c’era l’industria di videogiochi ma singoli programmatori famosi come rockstar: Jordan Mechner, ad esempio era uno di questi. Per trovare nuovi software io e mio fratello battevamo a tappeto tutta la città, poi la provincia e col tempo iniziammo a mettere annunci su MC Microcomputer (il famoso “Amici Applisti sparsi o dispersi in tutta Italia…”) che tanti contatti ci portarono con altri come noi che volevamo sfruttare al massimo il computer che avevamo.
Forse anche per questo ci sentivamo parte di un gruppo, forse per questo che gli utenti Apple hanno maturato l’affezione storica per un marchio che all’epoca (e anche successivamente) è stato sempre ritenuto migliore di altri. IBM, Commodore, Olivetti…roba da farci storcere il naso.

E quando sentii la prima volta la pubblicità Think Different, nata quando Jobs ritornò in Apple, riconobbi subito quel motto, quel pensiero che tante volte avevo sentito nella mia testa.
A distanza di tanti anni, oggi, rileggo di quella rivoluzione che avvenne trent’anni fa ad opera di quei due ragazzi e che uno di questi continuò a perseguire con il suo pensiero differente inventando e reinventando ogni volta un settore che con molta facilità si adagia e sfrutta le idee altrui.

Quella rivoluzione mi ha sfiorato ed ha cambiato la mia vita; e della vita di Steve Jobs ci rimarrà per sempre il suo grande esempio e le esperienze che indirettamente ci ha fatto fare.

The journey is the reward!

Zac

Mame for non Jailbroken iPhones

Hi there,

a small post to inform that the project iMame4All now can be compiled and installed on non-Jailbroken iPhones thanks to a small modification i did on the original project shared by seleuco. Currently this branch of the project does not support the WiiMote since the libBTstack library cannot be installed on non-Jailbroken iPhones. Also the sound routine is broken (yet on the original iMame4all).


To install this app on your iPhone you need a Developer License. Next you have to:

  1. download libBTstack via SVN and compile it for iPhone;
  2. go into the src dir of libBTstack and execute: ar rcs *.o libBTstack2.a *.o; thus you will have a static library of libBTstack;
  3. download the XCode Project from here;
  4. configure the Linker options of the project to include the libBTstack2.a directory;
  5. build the project directly on a real iOS device and not on iPhone/iPad simulator.


Now you can upload your ROMs through iTunes Shared Documents (you have to use the mame ROMs modified for iMame4All. Use clrmamepro to fix other versions).

Enjoy playing MAME on your iPhone/iPad!!

Zac

iBuoni: fai la spesa con i buoni pasto

L’app gratuita che vi presento oggi è la prima sviluppata da me e da Pierpaolo Caricato: iBuoni. Nata dall’esigenza di spendere al meglio i miei buoni pasto, è un app che con pochi gesti vi consente di appuntare quello che spendete per i prodotti che mettete nel carrello della spesa in modo da sapere quanti buoni vi occorreranno per pagare e l’eventuale differenza in più o in meno rispetto al loro importo.

iBuonifree

Inserisci l’importo dei tuoi buoni (solo una volta), aggiungi gli articoli man mano che li acquisti (associandoci anche un’icona se vuoi), ed indica la quantità e il prezzo di ciò che compri.
L’app ti indicherà in tempo reale

  • il totale della tua spesa
  • quanti buoni usare (±1)
  • quanto aggiungere in contanti o quanto non utilizzi dei buoni

Puoi deselezionare ogni articolo per non considerarlo nel conto (senza eliminarlo dalla lista) e puoi cambiare le quantità e i prezzi inseriti.
Agitando l’iPhone si svuota la lista della spesa.

Buoni acquisti con iBuoni!! 😀

Maschietto o femminuccia?

Sono lieto di presentare la prima app recensita su KIT sviluppata da Pierpaolo Caricato: Maschietto o Femminuccia?.
Dall’antica tradizione orale, trasmessa di madre in figlia nella regione dove la sibilla cumana emetteva i suoi oracoli, l’unica app in grado di predire sul serio se il bebè che sta per allietare la vostra esistenza è un maschietto o una femminuccia!
Quest’app NON E’ basata sui calendari lunari cinesi (che trovate in svariate altre app).
Provatela, è gratis e ci azzecca (quasi sempre)!


PS: Ovviamente quanto scritto sopra è ironico! Non c’è nessun fondamento scientifico nelle previsioni fatte da quest’app. E’ solo un modo per passare un po’ di tempo in allegria…
Ma se indovina davvero, passate parola!

In bocca al lupo al nostro amico!!

Qualcosa da dire…

E’ un bel po’ che non mi ritrovo a scrivere su questo blog. In questi ultimi due anni sono successe molte cose, nel nostro settore preferito:

  • Software Libero: il mondo del software libero ha trovato in Google e Ubuntu, due partner commerciali che hanno inciso profondamente nella diffusione di molti software e architetture aperte: Linux, Gnome, Python, Java, Apache (con le sue decine di progetti) sono solo alcuni dei progetti che attualmente muovono e rendono efficiente Internet e tutto ciò che di buono o di male si fa con esso. Di pari passo anche le iniziative che minano alla diffusione di software open source hanno ricevuto un grande successo: l’App Store è l’esempio più eclatante di successo commerciale, di metodo anti-pirateria ma anche di ostacolo alla diffusione delle 4 libertà  fondamentali dell’utente.
  • Kinect! Microsoft, dopo anni di maledizioni ricevute più o meno direttamente dai suoi utenti, sta cominciando a cedere il passo a competitor snelli ma aggressivi: Google, Apple e Gnu/Linux, ma anche Nintendo sul lato dei videogames; Google con Android, Apple con iPhone ed App Store, Linux con le sue multiformi varianti del suo kernel e Nintendo con Wii, l’hanno costretta ad impegnarsi più del solito; uno dei frutti di questa competizione, che ha destato sin da subito la mia curiosità , è Kinect. Un hardware a buon mercato che nelle mani degli hacker di tutto il mondo sta consentendo di sfornare sempre più idee originali:
    non so' comunista così, so' comunista cosìì ;)

    • Il Karaoke dei videogiochi: superato l’imbarazzo iniziale di muoversi davanti ad uno schermo senza device in mano il divertimento è assicurato dall’originalità  dei giochi proposti: negli asili e nelle discoteche il device propone nuovi modi di interagire e divertirsi, anche con semplici applicazioni
    • nuovi sistemi di mappatura 3D degli ambienti: il Kinect ha un sensore di profondità che consente di rilevare la forma e la posizione degli oggetti che si trovano davanti ad esso (per ora ad una risoluzione bassa ma sufficiente per moltissime applicazioni: un modo economico per realizzare scanner 3D adatti alla realizzazione di molte applicazioni;
    • motion capture per tutti: nato per rilevare il movimento del corpo umano, trova la sua ideale applicazione nel motion capture; stuoli di grafici 3D indie si preparano ad elevare il livello delle loro produzioni
  • Mono!
  • Il pargolo di Miguel de Icaza ha debuttato con discreto successo su tutte le piattaforme del momento: dopo Windows e Linux e venuto il momento di Mac OS X, iP*.*, Android, WinMobile. Il suo linker consente di sottoporre a cura dimagrante tutte le DLL richieste dal framework DotNet e tenersi solo la porzione richiesta dalla propria applicazione. Le applicazioni sviluppate con Mono riescono quindi a superare anche i rigidi baleddi di Apple e a finire negli App Store di turno.

Infine Java e Oracle, unite in un destino per certi versi ancora tutto da definire: tutti, in questo periodo sembrano tanto apprezzare le potenzialità della JVM quanto poco le caratteristiche del linguaggio stesso: Scala e Groovy mostrano che sulla JVM si potrebbe già ora realizzare tantissimo ma in realtà Java (almeno secondo la mia esperienza) si presenta ancora troppo legato alla sua tradizione decennale di semplicità  ed affidabilità : se a qualcuno va stretto semplicemente va rimpiazzato con altri linguaggi.

Nel frattempo C# si arricchisce di costrutti dichiarativi (come li definisce Hejlsberg) e la gente si arrovella su come fare ad averli anche in altri linguaggi: forse Java riuscirà  ad avere qualcosa del genere a partire da JDK 8…vedremo.

Il mondo dei linguaggi mi affascina, pur non avendone creato ancora uno…ma in futuro potrebbe anche nascere qualcosa di interessante…chissà . Ve lo farò sapere.

P.S.: dimenticavo: ho avuto l’onore di assistere ad un incontro con Richard Stallman organizzato dagli amici del SaLUG!. E’ stato importante ascoltare i suoi suggerimenti. Grazie a tutti coloro che hanno reso possibile questa giornata!

Quei poveri diavoli di alieni…

Abbiamo già parlato di Neill Blomkamp: è un bravo ragazzo con l’innato talento di realizzare video in Computer Graphic estremamente realistici. Lo fa con un amore per la storia che l’innesto sembra così naturale da non rendersi conto di quanto sia fatto bene. Negli ultimi anni abbiamo visto molte cose fatte da lui, le abbiamo apprezzate ma senza conoscerne l’autore. Parlo della pubblicità della Citroen C4 “Alive with Technology” Trasformer che si metteva a ballare (come non pensare che abbia ispirato i film dei Transformers), parlo del video di Tetra Vaal, il Robocop del Terzo Mondo, o del robot precario del link di sopra.

Il suo stile è inconfondibile perché semplice e naturale (mi piacerebbe vederlo davvero all’opera nel film di Halo 3, pare sospeso, o in un ipotetico film di Half Life). Da anni esiste un video che lo riguarda dal titolo “Alive in Joburg” (lui è nato a Joannesburg) che adesso si è tramutato in una sorta di fiction-documentario.
Prodotto da Peter Jackson, il film narra, pare, di alieni arrivati sulla terra 28 anni fa e da allora in cerca di un modo per integrarsi con gli umani. Al solito l’uomo con il calcolo infinitesimale ha sempre avuto poca dimestichezza (battutona!!), allora ha pensato bene di realizzare un ghetto per alieni, il District-9, da cui il titolo del film.
Si intravede un modo africano calato, all’americana, in un contesto fantascientifico ma in cui la fantascienza ha un tono molto più umano. Questi alieni che sfuggono dagli umani ghettizzatori, ispirano sentimenti di fratellanza ma chissà poi davvero come saremmo.

La storia ci insegna che gli avvenimenti del film sarebbero del tutto verosimili, ma mi piacerebbe vedere come andrà a finire.

Nel frattempo vi lascio al simpatico sito web di District-9 e al video del suo ultimo trailer. Buona Visione